LA PROTESTA

Alluvione, Francavilla chiede stato di calamità. Sindaco: «da Chiodi nemmeno una telefonata»

Il primo cittadino: « vogliamo il riconoscimento dei danni ingenti»

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Alluvione, Francavilla chiede stato di calamità. Sindaco: «da Chiodi nemmeno una telefonata»

Foto: Marco Borgatti Roseto




FRANCAVILLA AL MARE. Richiesta dello stato di calamità naturale per i danni provocati dalle piogge torrenziali del 1° e 2 dicembre scorsi.
E’ quanto stabilito dall’Amministrazione Comunale con delibera di Giunta approvata giovedì scorso.
Le zone più colpite – ha ricordato il primo cittadino – sono state contrada Pretaro, Villanesi, Piane, Caprini, Fontechiaro, Coderuto, Valle Anzuca, Via Teodorico Marino, Via F.P. Tosti, Via dei Frentani, il Foro dove, in alcuni punti, è esondato il fiume, diverse strade situate immediatamente a nord del fiume Alento (il cui livello delle acque, peraltro, si era incrementato pericolosamente) – tra le quali Viale Gran Sasso, Via Vergini delle Rocce, Via delle Napee, Via della Rinascita, Via delle Driadi e Via Figlia di Jorio. Inoltre, ingenti quantitativi di fango sono precipitati a valle, investendo numerosi tratti di strade pubbliche e private, causando il temporaneo isolamento di numerose abitazioni e il grave danneggiamento del canile comunale, tale da renderlo inagibile.
«Già dalle prime ore del 1° dicembre – ha sottolineato il sindaco Luciani – l’amministrazione si è attivata, in collaborazione con la Protezione Civile, la Croce Rossa, i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale, la Cosvega mettendo in atto gli interventi necessari per riattivare la funzionalità delle strutture pubbliche, dei sottopassi, della pubblica illuminazione e di alcuni tratti di strade cittadine collinari, investite da frane e smottamenti, predisponendo anche l’impiego di mezzi auto spurgo per far fronte agli allagamenti e di altri mezzi meccanici per la rimozione dell’ingentissima quantità di fango».

«Dunque – ha ribadito il sindaco – abbiamo deciso di richiedere agli organi competenti lo stato di calamità naturale e, in particolare, il riconoscimento dei danni subiti al patrimonio pubblico e a quello privato, per il ripristino delle condizioni di praticabilità. Inoltre – afferma il primo cittadino – chiederemo al Prefetto di Chieti la convocazione urgente di un tavolo di concertazione tra tutti i Sindaci colpiti da allagamenti, smottamenti e frane, la Provincia di Chieti e la Regione Abruzzo per fronteggiare gli enormi danni subiti dagli edifici pubblici, dalle abitazioni private, dai negozi, dalle attività artigianali e industriali, con il coordinamento dei Piani di emergenza comunali di Protezione Civile».

«Mi sarei quantomeno aspettato una telefonata dal presidente Chiodi, ma così non è stato – conclude il sindaco, Antonio Luciani -. Adesso venga a rendersi conto personalmente di ciò che è accaduto e sia tempestivo nel ratificare la nostra richiesta di stato di calamità e pretendere subito fondi per la riparazione delle strade, la rimozione delle frane e degli smottamenti, la messa in sicurezza delle zone collinari e degli argini fluviali. Lo faccia subito».