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Duello Cialente- Trigilia, terzo round: «il ministro poco attento e poco presente»

Continua lo scontro a distanza

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prefettura puntellata l'aquila




L’AQUILA. «Il ministro Trigilia mi bacchetta con parole molto dure, accusandomi di mancanza di responsabilità istituzionale e di essere dedito a ricercare un facile consenso, a discapito di una corretta informazione sui fatti».
Inizia così la nota di risposta del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente al ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia.
Qualche giorno fa il primo cittadino era arrivato a chiederne le dimissioni sostenendo: «Trigilia non sa più niente dell'Aquila, sarebbe meglio cambiare tutor».
Il ministro non è rimasto in silenzio per molto ma ha sferrato un duro attacco. «Le critiche suscitano sconcerto e devono essere respinte con fermezza», ha scritto in una nota. «Le dichiarazioni del sindaco non appaiono improntate al senso di responsabilità che dovrebbe guidare tutte le istituzioni, ma sembrano orientate piuttosto a ricercare un facile consenso a scapito di una corretta informazione». «Da quando ha assunto la delega per l'Aquila, nel maggio scorso – dice Trigilia -, il Ministro per la Coesione territoriale si è impegnato a garantire un flusso di risorse adeguato alle necessità della ricostruzione. Finora non sono mai mancate risorse! Gli uffici del Ministro precisano che le risorse disponibili presso la Tesoreria del Comune erano pari a circa 400 milioni il 4 novembre. Quelle impegnabili per le future esigenze ammontano attualmente a 500 milioni nel solo 2013 e a oltre 1.000 in termini di programmazione di impegni. Dal dicembre 2012 a oggi le risorse trasferite nell'intero cratere sono state pari ad oltre 2 miliardi. I cantieri attualmente aperti sono 2.800 di cui circa 1.000 nel centro storico dell'Aquila».
Oggi Cialente ha rincarato la dose è spiegato: «nella conferenza stampa che ho tenuto l'altro giorno ho chiaramente detto, e lo ribadisco, che è giunto il momento di un chiarimento con il dicastero della Coesione territoriale e con lo stesso ministro, sia perché lamentiamo una sua scarsa attenzione e presenza, sia perché siamo rimasti esterrefatti constatando che proprio il ministero che dovrebbe aiutarci e tutelarci nelle nostre ineludibili esigenze e problematiche è quello che aveva bocciato i nostri emendamenti, dando un parere negativo inspiegabile, senza peraltro consultare né la senatrice Pezzopane, che li aveva presentati, né il Comune dell'Aquila, che ne aveva fatto richiesta».
Per Cialente solo grazie al vice ministro Fassina, al sottosegretario Legnini e all'impegno della senatrice Pezzopane, «che ha dovuto battersi in Commissione Bilancio, gli emendamenti sono poi passati». Emendamenti, come quello per la proroga dei contratti per il personale precario, oppure quello relativo ai bilanci dei Comuni, senza i quali si sarebbe fermata la ricostruzione e la vita stessa del Comune dell'Aquila. «Anziché frasi offensive rispetto al mio ruolo istituzionale», ha detto ancora il sindaco, «mi sarei aspettato dunque una spiegazione di questa circostanza che, nel migliore dei casi, può denotare una totale sottovalutazione dei problemi o, peggio ancora, una malcelata incuria. È su questo che mi sarei aspettato una risposta. Risposta che ci è dovuta».
«Per quanto riguarda i finanziamenti, - ha aggiunto Cialente - per i quali aspettiamo una liberatoria a poterli utilizzare subito, come competenza e in parte come cassa, non accetto ricostruzioni false. Il miliardo e 200 milioni è stato ottenuto solo grazie alle azioni di mobilitazione e di lotta messe in atto dal Comune dell'Aquila, anche pesanti, come il gesto di togliere il Tricolore dalle sedi comunali. Mi stupisce, infine, che venga evocata dal ministro la vicenda dei 100 milioni per il rilancio economico e produttivo. É un anno che queste risorse sono disponibili ed è un anno che si arranca stancamente, attraverso allucinanti passaggi burocratici, vissuti come ineludibile condanna e supinamente subiti senza alcuno sforzo per accelerare i tempi. Il risultato è che i 100 milioni sono ancora a Roma, mentre qui intere famiglie non sanno come sopravvivere. La verità è che si sta procedendo molto stancamente, anche rispetto a questioni decisive, come la mia richiesta di provvedere immediatamente a riconfermare il diritto a rientrare nelle sedi delle loro attività commerciali e artigianali per le centinaia di attivitá produttive che, alla data del sisma, erano localizzate nel centro storico. Burocrazia, lentezza e, soprattutto, un atteggiamento paternalistico del quale siamo stanchi. Se si ha un compito - conclude il sindaco - lo si deve assolvere seriamente, altrimenti è meglio lasciare il passo a chi lo vuole e lo sa fare».