POLITICA

Tasse Vasto, «in Consiglio comunale una sequela di aumenti di imposte vecchie e nuove»

Fratelli d’Italia: «il sindaco tagli gli sprechi e riduca gli stipendi d’oro dei dirigenti»

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Tasse Vasto, «in Consiglio comunale una sequela di aumenti di imposte vecchie e nuove»




VASTO. «Come ogni anno arriva il mese di dicembre, e l’Amministrazione comunale fa il suo solito sgradito regalo ai cittadini di Vasto: l’ennesimo aumento delle tasse comunali».
Così il circolo cittadino vastese di Fratelli d’Italia protesta e racconta: «Nella seduta del Consiglio comunale di stamani – anticipa il gruppo locale del partito di Giorgia Meloni e Guido Crosetto - sono in arrivo una sequela di aumenti di imposte, vecchie e nuove, che andranno a colpire la cittadinanza vastese. In primo luogo verrà varata la tassa di soggiorno, un balzello che colpirà, caso raro sulla riviera adriatica, tutti i turisti che – ironizza FdI - ancora si ostinano a cercare di venire in vacanza nella nostra città. Ovviamente l’imposta colpirà anche tutti gli albergatori e i proprietari di strutture ricettive che, se non vorranno perdere parte della clientela, attratta da altri lidi tax free, dovranno farsi carico della nuova imposta per cercare di non perdere competitività rispetto alle altre località di mare a noi vicine. Verrà riconfermata – anticipa il circolo di Fratelli d’Italia - l’addizionale Irpef comunale alla massima aliquota possibile, lo 0,8%, e senza alcuna detrazione per le fasce deboli, che implica un prelievo stimato di oltre 400 euro l’anno dalle tasche del contribuente medio. Verrà aumentata l’Imu sulla seconda casa dallo 0,90% all’1%, con un salasso, dunque, del 10% in più per tutti i Vastesi che, magari, per semplici ragioni ereditarie, hanno la sfortuna di avere due case nel nostro Comune, e per tutti i non residenti che dispongono di una abitazione al mare a Vasto Marina. Sembra, questa, quasi una prova che il centrosinistra non sopporti né il turismo, né lo sviluppo turistico. Unica nota positiva – prosegue Fratelli d’Italia - sembrerebbe il mantenimento dell’aliquota Imu sulla prima casa al 4,5 per mille, visto che, come abbiamo appreso da fonti di stampa, nel caso in cui i Comuni decidessero di aumentare l’aliquota Imu rispetto al 2012, i cittadini di quei Comuni non godrebbero dell’esenzione nazionale dall’Imu 2013 varata dal governo Letta. Fratelli d’Italia chiede al Sindaco un immediato cambio di rotta: bisogna finirla con l’epoca del ‘tassa e spendi’, e occorre immediatamente riformare la macchina burocratica del Comune, che costa così tanto ai cittadini in cambio di servizi oggettivamente scadenti. Il Sindaco – conclude il partito di centrodestra all’opposizione in Comune - tagli a zero gli sprechi, riduca gli stipendi d’oro dei Dirigenti, rifletta sui costi della gestione rifiuti, e lasci invariate le tasse».