SANITA'

Abruzzo, «mancanza di equità per la salute dei cittadini delle aree interne»

Maria Amato (Pd) interroga ministro Lorenzin

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Abruzzo, «mancanza di equità per la salute dei cittadini delle aree interne»

Maria Amato





ABRUZZO. «C’è mancanza di equità nelle risposte ai bisogni di salute delle popolazioni del sud dell’Abruzzo e delle aree interne della regione conseguente alla scelta degli ospedali provinciali».
Per questa ragione l’onorevole Maria Amato (Pd) ha interrogato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, affinché «la rete di emergenza urgenza sanitaria debba essere ridisegnata in relazione ai tempi di intervento reali e non attraverso coefficienti standard che non considerano la geografia territoriale».
L’emergenza sanitaria, a giudizio del parlamentare vastese, è troppo sbilanciata sull’area metropolitana Chieti-Pescara. La sua analisi, nelle premesse della interrogazione, è molto dettagliata: «Le 4 province dell'Abruzzo si trovano tutte nella metà nord della regione ed i capoluoghi di Provincia Chieti e Pescara sono separate da una distanza di soli 20 km. Il riordino della rete ospedaliera dell'Abruzzo ha determinato la trasformazione degli ospedali di Gissi e Casoli in Presidi Territoriali di Assistenza con conseguente trasformazione delle Unità Operative di Pronto Soccorso in punti di primo intervento. La scelta di avere come ospedali di riferimento quelli provinciali – ha sottolineato l’Onorevole Amato - ha condizionato il disegno della rete di emergenza urgenza con i due Ospedali Hub Chieti e Pescara. Contemporaneamente la regione Molise ha declassato gli Ospedali di Agnone e Larino». 

Da primario ospedaliero, il parlamentare Pd ha evidenziato le anomalie del piano: «Ci sono nel territorio delle provincie di Chieti e Pescara due sezioni di emodinamica: una nell'Ospedale di Chieti e una nell'Ospedale di Pescara, con evidente concentrazione di risorse in tal senso. Nel territorio meridionale dell'Abruzzo, inteso in chilometri quadrati come metà della regione, non ci sono punti di cura adeguati ad emergenze cardio-vascolari e neuro. Inoltre – ha scritto ancora il parlamentare- lo stato di dissesto delle strade e l'obsolescenza del parco ambulanze determinano per le aree di confine sud e le aree interne tempi di intervento di gran lunga superiori alla golden hour”. Fatte le dovute premesse, l’Onorevole Amato ha chiesto al Ministro di sapere “se nelle valutazioni dell'adeguatezza della rete ospedaliera dell'Abruzzo sia considerata la evidente mancanza di equità nelle risposte ai bisogni di salute delle popolazioni del sud e delle aree interne della regione conseguente alla scelta degli ospedali provinciali; se non ritiene che la rete di emergenza urgenza debba essere ridisegnata in relazione ai tempi di intervento reali e non attraverso coefficienti standard che non considerano la geografia territoriale e quali misure possono essere individuate per la realizzazione tempestiva di una più adeguata rete cuore, tenendo conto che nel Piano Sanitario Regionale 2007, mai superato, era prevista una Sezione di Emodinamica presso l'Ospedale di Vasto, promessa negli anni anche dall'attuale governo regionale e a tutt'oggi ancora alla fase progettuale». L’interrogazione si conclude con una ultima domanda rivolta al Ministro:
«Se è a conoscenza che il territorio di confine tra Abruzzo e Molise, nonostante le molteplici segnalazione ai livelli competenti da parte dei sindaci del territorio, ha una inadeguata risposta ai suoi bisogni di salute sia per l'emergenza urgenza, sia nella continuità assistenziale che per l'assistenza pediatrica e quali sono le misure che intende adottare». Il Ministro risponderà in sede di commissione.