ACQUA E VELENI

Aca, è guerra tra Di Marco e Castricone: «lui dell’Aca sa tutto, fu regista rielezione Di Cristoforo»

Lotta senza esclusione di colpi all’interno del Partito Democratico

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Aca, è guerra tra Di Marco e Castricone: «lui dell’Aca sa tutto, fu regista rielezione Di Cristoforo»




PESCARA. Lo scontro interno del Pd va avanti da cinque giorni e non sembra destinato a fermarsi.
L’elezione di venerdì scorso del nuovo amministratore unico dell’Aca, Vincenzo Di Baldassarre, espressione del centrodestra ma votato anche da molti sindaci del Pd, ha portato scompiglio all’interno del Partito Democratico.
Da giorni alcune frange del Pd sono furiose con il deputato ed ex segretario provinciale pescarese, Antonio Castricone, accusato dai suoi colleghi di partito di aver tramato contro l’elezione di Massimo Papa, candidato sponsorizzato dal centrosinistra. Alcuni sindaci, questa è l’accusa, avrebbero seguito l’indicazione di Castricone nonostante la linea espressa dal segretario regionale Silvio Paolucci di appoggiare Papa.
Da giorni infuria la polemica e tra i più agguerriti c’è il consigliere provinciale Antonio Di Marco che già ieri aveva accusato il parlamentare di aver costruito la sua carriera politica intorno all’Aca.
Castricone da giorni continua a ripetere che non accetta lezioni da nessuno, e si domanda dove fossero negli anni scorsi quelli che oggi alzano le barricate.
Di Marco sostiene che dietro al «disastro» dell’Aca ci sia «una gestione della cosa pubblica a metà tra un tinello gitano e un bonapartismo da provincia» e sostiene che quando la situazione è esplosa in tutta la sua gravità «pensavo che noi potessimo almeno contare sulla conoscenza personale che Castricone ha della situazione. Lui dell’ACA sa tutto, visto che ha cominciato a studiare l’azienda prima come borsista, trovandosi in una certa fase anche nella condizione del contraente in contenzioso, poi non so se la mole degli studi condotti gli abbia consentito di conseguirvi addirittura un dottorato di ricerca, quindi in virtù dei suoi meriti speciali è stato assunto». Su quella borsa di studio come pure sull’assunzione diretta e immediatamente successiva di Castricone, figlio dell’ex sindaco di Popoli, negli anni scorsi venne protocollato anche un esposto dell’associazione Coraggio e fermezza (era il 2006 ).

Ma Di Marco rincara la dose e ricorda che Castricone «è stato eletto più volte (due in Provincia, nel congresso provinciale del partito, ed anche alle primarie per i parlamentari) sempre come speciale espressione tematica dei circoli “ambientali” dell’Aca, con una portata di flusso degna di un onorevole serbatoio».
Eppure, dice ancora Di Marco, nonostante queste conoscenze approfondite della spa il deputato democratico non avrebbe aiutato in nessun modo a capire i problemi del ‘carrozzone’: «non ci ha aiutato nemmeno», va avanti, «come pure gli avevo inutilmente richiesto il 13 agosto, ad evitare che i sindaci dovessero revocare il precedente presidente, favorendo il percorso naturale e doveroso delle dimissioni. Anche in quell’occasione siamo stati delusi, per non parlare di questa, col gruppo dei suoi che attraverso uno spudorato esercizio di trasformismo fa di tutto per tenere le mani sulle redini di un’azienda che ha sfiancato».
Secondo la ricostruzione di Di Marco fu sempre Castricone «il regista della rielezione dell’ex presidente», Ezio Di Cristoforo, «mentre io gli avevo prospettato l’esigenza di un cambio di guida, proprio per la difficile situazione dell’azienda. Per quanto mi riguarda, comunque, io non ho mai votato i bilanci dell’Aca, come mostrano i verbali, e frequentemente chi amministrava l’Aca ha contrastato le mie posizioni».
Di Marco risponde poi alle accuse avanzate nei suoi confronti da Castricone, ovvero continuare a tenere in piedi il consiglio provinciale di Pescara, nonostante il fatto che il presidente Guerino Testa non abbia più una maggioranza: «siamo riusciti a organizzare un gruppo di 13 consiglieri in grado di mettere in difficoltà l’Amministrazione», dice Di Marco, «solo da quando lui ha lasciato il suo seggio, e siamo stati in grado di riscrivere il bilancio, costringendo la ex maggioranza a starci dietro. Dopo il passaggio sul bilancio porteremo a termine quel che resta da fare, sperando che il deputato non abbia preso l’impegno col centrodestra di puntellare anche quest’altra realtà vacillante. Ad ogni modo noi non intendiamo più ricevere delusioni da Castricone. Renzianamente cambieremo verso, ognuno con la sua età, ognuno con la sua marmellata, sapendo che te la ruba solo uno che può approfittarsi della tua disponibilità. Nel caso di Castricone non può più succedere».

CASTRICONE: «NON MERITA RISPOSTA VISTA LA SUA POCHEZZA»
«Arrivato ad usare toni calunniosi e falsità il sindaco di Abbateggio non merita più risposta, tanta è la sua pochezza», replica Castricone. «Qualche precisazione però è doverosa verso i lettori e di certo non verso di lui e comunque le sue menzogne sul mio conto non possono passare e non passeranno in silenzio. In merito agli esposti presentati da talune associazioni, il sindaco, chieda a loro l'esito degli stessi visto che evidentemente il concorso pubblico al quale ho partecipato è stato certificato come regolare dalla stessa magistratura.  Al Sindaco, privo di memoria, devo solo ricordare che lui non solo ha votato per Di Cristoforo ma ne è stato proponente, come risulta dai verbali. Se proprio voleva cambiare poteva votare contro, come fatto da altri Sindaci del PD. Perché non lo ha fatto? Lo dica pubblicamente. Sulla Provincia agisca e non cincischi facendo il ventisettista». 
CASTRICONE: «NON MERITA RISPOSTA VISTA LA SUA POCHEZZA»

«Arrivato ad usare toni calunniosi e falsità il sindaco di Abbateggio non merita più risposta, tanta è la sua pochezza», replica Castricone. «Qualche precisazione però è doverosa verso i lettori e di certo non verso di lui e comunque le sue menzogne sul mio conto non possono passare e non passeranno in silenzio. In merito agli esposti presentati da talune associazioni, il sindaco, chieda a loro l'esito degli stessi visto che evidentemente il concorso pubblico al quale ho partecipato è stato certificato come regolare dalla stessa magistratura.  Al Sindaco, privo di memoria, devo solo ricordare che lui non solo ha votato per Di Cristoforo ma ne è stato proponente, come risulta dai verbali. Se proprio voleva cambiare poteva votare contro, come fatto da altri Sindaci del PD. Perché non lo ha fatto? Lo dica pubblicamente. Sulla Provincia agisca e non cincischi facendo il ventisettista».