NOMINE E VELENI

Nomina Aca, Pd ancora scosso. Idv: «così si consegna la Regione al centrodestra»

Papa: «non sono l’uomo di D’Alfonso»

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Nomina Aca, Pd ancora scosso. Idv: «così si consegna la Regione al centrodestra»


ABRUZZO. «Dopo la sconfitta nella battaglia Aca mi sono chiesto: ma è meglio vincere o stare dalla parte giusta? Scelgo di stare dalla parte giusta senza se e senza ma».
Lo ha scritto su Facebook nelle ultime ore Antonio Luciani, sindaco di Francavilla che sabato insieme ad alcuni componenti del suo partito (Antonio Di Marco, Gabriele Florindi, Tommaso Coletti) aveva denunciato la spaccatura all’interno del partito che nel momento clou della votazione per il neo amministratore unico dell’Aca si sarebbe diviso nell'ombra.
Il riferimento è ai sindaci di Bolognano, Catignano, Cepagatti, Spoltore, Vicoli, Cugnoli, Corvara, Farindola, Picciano e Tocco da Casauria che hanno sostenuto il candidato sponsorizzato dal centrodestra, Vincenzo Di Baldassarre, che alla fine l’ha spuntata e resterà in sella per i prossimi 3 anni alla guida dell'Aca.
Intanto con una email inviata a Il Centro Papa ha smentito di essere stato il candidato di riferimento di Luciano D’Alfonso: «Non so, non avendolo sentito né incontrato, se l'ex sindaco mi abbia effettivamente sostenuto; se lo ha fatto non posso che ringraziarlo, come ringrazio i sindaci che hanno riposto in me la loro fiducia».
Sempre Luciani durante l’assemblea aveva contestato l’incompatibilità di qualche candidato, sulla base del decreto legislativo numero 39 del 2013. Ferma la replica del sindaco Umberto Di Primio: «Il marito di un magistrato della Corte d’Appello dell’Aquila non è invece incompatibile con questo ruolo?», ha detto riferendosi proprio a Papa, sposato con il magistrato Fabrizia Francabandera.

Secondo Luciani, Di Marco e Florindi dietro al ‘tradimento’ di alcuni sindaci ci sarebbero state manovre dell’ex segretario pescarese e deputato Antonio Castricone «e infatti», ha fatto notare Florindi «nel momento della votazione proprio i sindaci dei comuni dell’ area Castricone si sono tirati indietro».
Qualcuno aveva ipotizzato anche una sorta di inciucio telefonico tra il parlamentare del Pd e il consigliere del Pdl, Lorenzo Sospiri. Se Castricone non smentisce Sospiri si tira fuori pubblicamente e parla di «deliranti dichiarazioni» che tendono a screditare «la libera espressione di 40 sindaci che hanno in piena coscienza deciso di eleggere un amministratore unico all'Aca sulla base delle comprovate qualità umane e professionali che l'avvocato Di Baldassarre ha sin qui dimostrato. Non intendo replicare a chi, quando un'azienda pubblica dal PD governata accumulava debiti per decine di milioni, scandali, assunzioni clientelari, non ha mai proferito parola e lo fa solo oggi quando ha dovuto mollare l'osso che ha spolpato per anni. Il partito dell'acqua, il PD, è ormai acqua passata, oggi vi è una guida libera e indipendente con un programma di cose da fare per risanare, ripulire e rendere efficiente un'azienda pubblica. Se ne facessero una ragione».
Secondo Alfonso Mascitelli (Idv), invece, «con questi comportamenti del Pd si corre il rischio di riconsegnare l'Abruzzo alla destra per i prossimi cinque anni. Sull'ACA la questione non è se ha vinto questa o quella componente interna al Pd ma il problema è che questa vicenda ha messo a nudo tre aspetti inquietanti. La vergogna della precedente gestione, la mancanza di una proposta unitaria sulle modalità di risanamento di una situazione debitoria devastante e la santificazione di Chiodi che ha avuto la possibilità dopo anni di commissariamento inutile di presentarsi immune da tutte le sue gravi responsabilità: una totale assenza e vergognosa incapacità di riorganizzare su base regionale un settore importante per la vita dei cittadini come quello idrico».

Gianluca Vacca, deputato del Movimento 5 Stelle, contesta invece, come aveva fatto nei giorni scorsi anche Maurizio Acerbo (Rc) il curriculum di Di Baldassarre: «è stato eletto un avvocato molto noto negli ambienti delle amministrazioni pubbliche, essendo legato ai costruttori (Ance) e a Confindustria (che vuole privatizzare l'acqua), nonché legale della Gtm ed ex presidente della Marina di Pescara. Insomma, una persona di fiducia dei nostri amministratori, punto di contatto tra loro e il mondo dei potenti privati locali (rapporto che, come dimostrano le tantissime inchieste giudiziarie, si è spesso contraddistinto per vicende torbide): la continuità con il passato, nulla di nuovo».

CASTRICONE: «NESSUN INCIUCIO E NON PRENDO LEZIONI DA NESSUNO»

«Prima di accusare, alcuni sindaci del Partito Democratico dovrebbero, loro per primi, interrogarsi sull'esito delle elezioni del nuovo amministratore dell'ACA. Comunque, sia chiaro che non prendo lezioni da chi, solo poche settimane fa, è stato protagonista nel congresso del PD di Francavilla, di una squallida guerra delle tessere, con un aumento di iscritti, in una sola notte, del 700%. Il caso più grave in Italia».

«Le loro dichiarazioni dei Sindaci, mi spiace dirlo», va avanti il deputato, «sono prive di fondamento e servono solo a mascherare un modo di fare settario e che ha voluto escludere altri Sindaci che, evidentemente, non si sono sentiti rappresentati dalla loro scelta. Parlare di trame e di accordi con il centrodestra testimonia, ancora una volta, che c'è una visione distorta che prevede la partecipazione dei partiti nella gestione dei servizi pubblici. Quello è un capitolo chiuso!»

Castricone si chiede e chiede a Di Marco «perché tiene in piedi l'amministrazione di centrodestra in provincia e non sfiducia Testa, visto che non ha più i numeri per governare. Quali inciuci o quali interessi ci sono dietro? La scelta del nuovo amministratore era e rimane una prerogativa dei sindaci che liberamente scelgono da chi farsi rappresentare. Se il segretario Regionale, come dicono questi sindaci, ha dato indicazione di convergere su un nome non tocca a me trovare spiegazioni sull'esito del voto. Personalmente non mi sono dedicato in alcuna intensa attività telefonica di convincimento degli amministratori come fatto da altri. Una cosa è certa, chi si ricorda del ruolo dei sindaci solo per le nomine negli enti, evidentemente, non raccoglie quanto sperato. Ritengo che i candidati che erano in campo sono due persone capaci e meritevoli di stima. Mi spiace per Papa, del quale ho avuto ottime referenze sul piano professionale e personale. Penso che da lunedì il nuovo amministratore dovrà mettersi a lavorare nell'interesse dei cittadini e dell'azienda, ed i sindaci soci, dovranno collaborare con lui».

ANTONELLI:«VACCA PARLA DI INTRALLAZZI PERCHE’ HA L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE»
Dopo 24 ore arriva anche l’ulteriore intervento dell’assessore Marcello Antonelli del Comune di Pescara.
«Abbiamo letto con emozione il nuovo intervento dell’onorevole 5Stelle Vacca, il primo sull’Aca, il secondo da quando è iniziata la sua attività di parlamentare che, com’era scontato, non sta lasciando traccia. Peccato che», dice Antonelli, «anche questa volta parli di una materia che, evidentemente, non conosce affatto. In maniera ardita e azzardata l’onorevole Vacca, facendo affidamento sull’intervenuta immunità parlamentare, parla di presunti intrallazzi della politica locale nell’elezione del nuovo amministratore unico, e certamente consiglierei maggiore prudenza all’onorevole Vacca, specie quando parla di quei sindaci che da sempre hanno combattuto la vecchia gestione ‘patologica’ dell’azienda acquedottistica, una gestione condotta nel colpevole silenzio di altri partiti, Pd compreso»