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Abruzzo. San Giovanni Teatino, passa bilancio preventivo: sgravi fiscali sulla Tares

Il documento contabile raccoglie il voto anche di parte dell’opposizione.

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Luciano Marinucci

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SAN GIOVANNI TEATINO. Il Consiglio comunale ha approvato, nella seduta di lunedì pomeriggio, il bilancio preventivo 2013 con i voti compatti della maggioranza e l’aggiunta del voto del gruppo di minoranza “Autonomi ed Indipendenti” che ha sostenuto la politica economica dell’amministrazione comunale.

Il documento contabile ammonta a 23.300.000 euro e presenta alcune significative scelte di contenimento della spesa, per venire incontro ai minori trasferimenti dello Stato centrale al Comune ed ai mancati introiti derivanti dalle modifiche governative all’Imu: le spese per il personale sono state tagliate dello 0.21%, quelle per acquisto di beni di consumo del 10.31%, quelle per l'utilizzo di beni di terzi del 14.93%. Di contro, sono state aumentate le spese per servizi del 3.86% per mantenere il loro standard elevato, in particolare nel settore sociale e nell'assistenza.
Con un emendamento, concordato dal consigliere delegato alle Finanze, Rosario Cicellini, con il consigliere del gruppo “Autonomi ed Indipendenti”, Efrem Martelli, è stata elevata fino ai redditi pari a 10 mila euro la soglia di esenzione dell’addizionale Irpef , che è stata fissata allo 0,8%.
Particolarmente difficile il quadro finanziario in cui l’amministrazione comunale ha operato: con i provvedimenti del Governo Letta, l'Imu sulla prima casa (che garantiva alle casse comunale circa 800.000 euro) è stata abolita, l’Imu sui fabbricati classificati di categoria D (centri commerciali, capannoni industriali, aree artigianali) è stata avocata quasi interamente allo Stato, con una perdita di gettito per San Giovanni Teatino di 2.500.000 di euro circa, mentre il trasferimento al Comune dell’Imu sui terreni e sugli altri fabbricati ha portato solo 1.000.000 di euro circa. Infine, il passaggio dal Fondo sperimentale di riequilibrio al Fondo di solidarietà comunale per i trasferimenti ha comportato un saldo negativo di oltre 250.000 euro.
In questo quadro finanziario, il Consiglio comunale ha provveduto anche a determinare le tariffe della nuova Tares, un adempimento obbligatorio pur se la tassa è destinata, secondo i piani del Governo, a sparire. Grazie alle simulazioni effettuate dal gruppo di lavoro interno è stato possibile modulare le tariffe per non pesare sulle famiglie, grazie anche ad un articolato lavoro di sconti ed esenzioni: 20% per le coppie giovani, 50% per le famiglie in difficoltà economica, 50% per i nuclei familiari che devono assistere un parente con legge 104.

«MAGGIORANZA COESA»
«Il bilancio 2013 – ha dichiarato il sindaco, Luciano Marinucci – dimostra ancora una volta l’impegno della mia amministrazione a tagliare le spese per mantenere il livello dei servizi ai cittadini, specie nel campo del Sociale, limando i costi della macchina amministrativa, risparmiando su molte voci di uscita, puntando ad una progettazione di qualità per nuovi investimenti, finanziati con fondi europei o regionali, che siamo stati capaci di intercettare grazie alla nostra capacità di scovare i bandi e rispondere ad essi. Dal Consiglio comunale è uscita una maggioranza coesa e convinta della bontà del proprio percorso amministrativo e il dato politico che registro è la definitiva spaccatura della minoranza, una parte della quale già si era divisa al momento dell’insediamento e che ora vota con convinzione il nostro bilancio, grazie anche alla nostra apertura ai contributi e alle osservazioni di tutti. Siamo più forti ed uniti e pronti alle sfide che ci attendono».
«Dal Consiglio comunale – ha chiosato il capogruppo di maggioranza, Massimiliano Bronzino – è venuto un messaggio forte: un esponente della minoranza ha votato il nostro bilancio senza nascondersi dietro giochi politici ma comprendendo che la crisi sta colpendo tutti. Grazie a questa convergenza, siamo riusciti tutti insieme a esentare dal pagamento dell’addizionale Irpef la fascia di reddito fino 10 mila euro, che corrisponde a quasi 3.000 cittadini. Finché a Roma mancherà ancora il coraggio di attuare vere riforme strutturali noi ci troveremo ad approvare bilanci di previsione delle entrate e spese per l’anno in corso quando l’anno è ormai concluso, rendendo impossibile amministrare e attuare manovre di sostegno e coloro che pagano il prezzo più alto sono sempre i cittadini».