POLITICA

Grande Pescara, anche il sindaco Mascia è scettico

Diligenti (Spoltore): «le fusioni a freddo non risolvono nulla»

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Luigi Albore Mascia

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PESCARA. Cosa succederà una volta che Pescara, Spoltore e Montesilvano saranno accorpate?
Come saranno organizzati i servizi? Come saranno distribuite le risorse?
Sono queste le domande, per il momento senza risposta, che si pone il primo cittadino Luigi Albore Mascia, scettico sul referendum che passerà la palla decisionale ai cittadini.
Secondo il sindaco, in pratica, prima di aprire le urne sarebbe stato il caso di «progettare i contenuti per dare quelle risposte concrete che poi i Comuni, a loro volta, sono chiamati a dare ai propri amministrati».
Lo stesso scetticismo lo aveva espresso nei giorni scorsi anche il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito.

«Ai grandi ‘pensatori’ che hanno ideato e redatto la magnifica iniziativa della Grande Pescara», spiega Mascia, «vorrei chiedere come intendono organizzare i servizi primari garantiti dai tre Comuni e in questo caso da ridistribuire e decentrare, per garantire piena equità di trattamento tra le territorialità a quel punto unificate. E ai promotori vorrei chiedere se poi, concretamente, tale iniziativa ci permetterà di entrare veramente nel novero delle Aree Metropolitane, o se sarà un ingresso puramente nominativo e identificativo che ci andremo ad auto-attribuire. E infine vorrei loro chiedere come intendono rapportarsi con la ridistribuzione di quelle risorse sempre più esigue che attendono ai nostri rispettivi bilanci. In altre parole, qualcuno che ha dimestichezza reale con tali problematiche pratiche dovrebbe tracciare l’eventuale percorso da seguire e da sottoporre ai cittadini al momento di votare a favore o contro la costituzione della Grande Pescara, quindi fatto il contenitore voglio vedere i contenuti prima di lanciarci in una simile avventura che poi porrà una lunga serie di problemi pratici da affrontare e che non dovranno ricadere sulla cittadinanza».

Alle dichiarazioni del Sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia - che ha espresso perplessità sul progetto di fusione del capoluogo adriatico con Montesilvano e Spoltore  ha risposto Giuseppina De Gregorio, Presidente Vicario de La Grande Pescara, la lista civica che sarà presente alle prossime elezioni comunali proprio per sostenere e dare impulso alla nascita ed allo sviluppo del nuovo centro urbano.
«E' sconfortante che il primo cittadino di Pescara, dinanzi alle molteplici opportunità di sviluppo che offre la nascita del nuovo Comune, anziché individuare strategie e priorità, non trovi di meglio che porre interrogativi.
Abbiamo documentato come già solo in termini economici la fusione farà maturare risorse aggiuntive per circa 10 milioni di euro all'anno, e questo basterebbe a chiunque per superare qualsiasi resistenza. Non solo, ma è singolare che un Sindaco non riesca a comprendere come in termini di pianificazione urbanistica, di programmazione degli interventi, di unificazione dei servizi e dei collegamenti, di omogeneizzazione dei regolamenti (solo per citare alcuni aspetti) si avranno vantaggi enormi dalla nascita della Grande Pescara.
Chissà che l'incapacità a cogliere queste prospettive non sia figlia del timore di perdere poltrone da parte di Mascia. A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina...»

DILIGENTI: «FUSIONI A FREDDO NON SONO LA SOLUZIONE»
Un no netto è arrivato nei giorni scorsi dalle consigliere comunali del Pdl Manola Musa (Montesilvano) e Marina Febo (Spoltore). Oggi si accoda anche il consigliere spoltorese Edoardo Diligenti al quale non va giù un «assorbimento territoriale dell’eterogeneo comune di Spoltore ad un’entità astratta come quella che viene denominata la “Grande Pescara”. Non stiamo parlando dell’accorpamento di comuni piccoli di 800-1000 abitanti ma di tre grandi centri tra i quali il comune di Spoltore (20.000 abitanti circa) offre il più vasto territorio dove ancora non vi è la completa saturazione edilizia. Spoltore ha una conformazione geo – politica rara, se non unica nel suo genere. Quindi già rappresenta una fusione di più territori. Non siamo contrari alle innovazioni o alle proposte; queste però devono essere chiare e precise».
«Le resistenze motivate», continua Diligenti, « non vanno sminuite in semplici campanilismi: molte difficoltà amministrative del Comune di Spoltore derivano dall’eterogeneità del territorio; perseguire l’idea di un comune unico potrebbe portare a enfatizzare tali difficoltà e tali disparità in tema di servizi e di attenzioni delle istituzioni, senza contare il venir meno di enti come le Province che hanno giocato spesso ruoli di intermediazione fra Pescara e l’hinterland pescarese».
Per Diligenti, in pratica, «le fusioni “a freddo” non risolvono tutti i mali e a volte rischiano di aumentare le carenze di risposte».

COSTANTINI (MOV139):«DISCUTERE OGGI DELLA FASE TECNICA DEL PROGETTO È COME COMMENTARE UNA PARTITA PRIMA CHE SIA INIZIATA» 

 «Apprezzo la posizione del sindaco Mascia sulla "Grande Pescara" perché, pur esprimendo dubbi e perplessità rispetto al merito, riconosce la legittimità del metodo del referendum, inteso come strumento di partecipazione dei cittadini». Così Carlo Costantini, consigliere regionale Mov139 e primo promotore della Grande Pescara, la proposta di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un'unica grande città, risponde alle perplessità espresse dal primo cittadino del capoluogo adriatico sugli aspetti burocratico-amministrativi del progetto.  

 «Comprendo anche l'origine dei suoi dubbi sulle scelte operative da compiere - prosegue il consigliere regionale -  ma lo invito a collocarli nella fase corretta: quella tecnica, politica e legislativa che si aprirà solo dopo la conclusione positiva del referendum. Altrimenti, ci troveremmo a commentare l'esito di una partita, prima che sia iniziata».  «Lasciamo che la democrazia faccia la sua parte - conclude Costantini -  ed un attimo dopo potremo iniziare a discutere delle modalità con le quali realizzare la volontà dei cittadini. Farlo oggi tradisce soltanto un sentimento di paura del futuro. Invito il sindaco a recuperare un po' più di autostima rispetto al suo ruolo e fare la sua parte».