LA RICHIESTA

Rapagnà «ispezione della commissione antimafia in Abruzzo»

Chiesto l’intervento di Rosy Bindi

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Rapagnà «ispezione della commissione antimafia in Abruzzo»

Rosy Bindi




ABRUZZO. Pio Rapagnà chiede alla neo presidente della Commissione parlamentare antimafia una «approfondita» visita ispettiva in Abruzzo.
«Le gravissime vicende amministrative, giudiziarie ed ambientali che ciclicamente ritornano in prima pagina nella nostra regione», spiega l’ex parlamentare, «chiamano ognuno di noi cittadini ad una fortissima reazione morale nei confronti di una casta politica che è stata e non è all'altezza della situazione, mentre lo scontro in atto tra corrotti e magistratura, la problematica e le iniziative di “contrasto” e per la legalità, sono completamente assenti dal dibattito politico».
Da qui la richiesta di intervento alla presidente Bindi. «Nonostante dichiarazioni di buona volontà e coraggiose iniziative per la legalità e contro la corruzione, in Abruzzo, da diversi anni», va avanti Rapagnà. «si verificano gravissimi fatti criminosi e vengono consumati “alla luce del sole” reati amministrativi ed ambientali gravissimi, i cui effetti materiali e morali si manifestano di fronte ad ogni crisi economica e sociale, e nel continuo ripetersi di emergenze ambientali e di protezione civile ai danni di un territorio ormai seriamente dissestato e devastato».

Per Rapagnà, inoltre, «molti parlamentari, consiglieri e assessori regionali, provinciali e comunali non affrontano mai di petto la “realtà abruzzese” quale essa è effettivamente, e quale risulta “anche” dalle indagini effettuate dalla Magistratura: in tanti hanno fatto e fanno finta di nulla, continuando imperterriti a comportarsi, con un forte sprezzo del pericolo, come i padroni ed i gestori diretti della spesa pubblica e del meccanismi clientelari e discrezionali».