SCISSIONI

Pdl Abruzzo, anche Testa e Di Primio tra gli ‘innovatori’ di Alfano

«Siamo per l’unità del partito e la leadership di Berlusconi»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2132

Guerino Testa

Guerino Testa






ABRUZZO. Ci sono anche il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa e il sindaco di Chieti Umberto Di Primio tra i firmatari del documento elaborato in vista del Consiglio nazionale del Pdl, in programma sabato a Roma.
Il documento di 8 punti fa da 'contraltare' al testo sostenuto dai lealisti e approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl del 25 ottobre. Il documento dei governativi è diviso in 7 sezioni e spazia su diversi argomenti dalla leadership di Berlusconi, il passaggio a Forza Italia, il nodo giustizia ma anche il sostegno al governo.
Poco più di due pagine in cui gli ‘innovatori’ che fanno capo ad Angelino Alfano, viene riconosciuta in primo luogo "la leadership di Silvio Berlusconi", così come viene messo in evidenza che il partito deve affrontare «la sfida del passaggio a Forza Italia senza smarrire lo slancio delle origini», e si sottolinea l'appartenenza al centrodestra, che deve essere «inclusivo, maggioritario e vincente».
Affrontando i nodi principali di questa fase i firmatari del documento si soffermano sulla «guerra giudiziaria senza esclusione di colpi scatenata contro Silvio Berlusconi» e ribadiscono che l’impegno sulla giustizia deve essere «prioritario, tanto sul fronte della lotta al suo uso politico, quanto sul versante delle riforme strutturali» ma aggiungono anche che «lottando per lo Stato di diritto non dobbiamo mai smettere di rappresentare le istanze e i bisogni di un Paese in difficoltà». 

Guardando al futuro i cosiddetti "innovatori" ricordano come si è arrivati ad oggi. Dopo le ultime elezioni, segnate da «una legge elettorale inadeguata che ha determinato una situazione di ingovernabilità», il Pdl ha voluto assicurare «al Paese un governo» e l'esecutivo guidato da Letta ha «realizzato punti importanti del programma del centrodestra».
Ora, dunque, l'obiettivo deve essere quello di battersi per uno Stato «più vicino ai cittadini, alle famiglie, ai corpi intermedi e a chi ha il coraggio dell'intrapresa in questo tempo difficile. Più vicino a quell’Italia che produce, che lavora, e che oggi soffre i morsi di una crisi senza precedenti dal dopoguerra; a quelle comunità e a quei mondi di riferimento che credono in noi e che considerano la stabilità e l’azione di governo un valore da preservare».
Testa e Di Primo hanno deciso dunque di schierarsi con coloro che, riconoscendo il ruolo di Berlusconi, puntano non a spaccare il Pdl ma a lavorare per l'unità del Pdl - Forza Italia e del centrodestra tutto, proseguendo un percorso per il Paese.