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La Grande Pescara, Di Lorito dice no: «non è la soluzione»

Musa e Febo (Pdl): «referendum inutile e dannoso»

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Il sindaco di Lorito

Il sindaco Di Lorito




SPOLTORE. Il primo cittadino di Spoltore, Luciano Di Lorito, esprime i propri dubbi sulla fusione dei tre comuni (Spoltore, Pescara e Montesilvano).
Ieri il Consiglio Regionale ha detto sì al referendum che dovrebbe svolgersi a questo punto in occasione del prossimo election day.
«Non mi oppongo al referendum», avverte il primo cittadino spoltorese, «perché credo sia giusto lasciare che i cittadini si esprimano su un progetto come questo, che va a modificare le attuali circoscrizioni provinciali. Tuttavia, credo che la fattiva fusione non sia al momento la soluzione adeguata, considerando i limiti della Pubblica Amministrazione e la sua difficoltà a riformarsi rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare».

L’eventuale unione, in questa fase, secondo Di Lorito farebbe emergere le debolezze dei tre comuni coinvolti, piuttosto che i loro punti di forza.
«Credo, inoltre, che con la Grande Pescara la città più piccola rischierebbe di essere stritolata e fagocitata da portatori di interesse economicamente più grandi e più forti. Forse, la vera fusione delle tre realtà che compongono la cosiddetta area metropolitana vasta è quella di riuscire a relazionarsi insieme con gli enti sovracomunali per la realizzazione delle infrastrutture necessarie, ma che i comuni da soli non possono garantire. Mi preme ricordare, infine, che con la fusione rischiamo di perdere, più degli altri comuni, la nostra identità, dal momento che la città di Spoltore ha una storia secolare. Conservare e valorizzare le nostre radici è la migliore sfida per competere a livello europeo, nazionale e regionale».

«REFERENDUM INUTILE E DANNOSO»
Si oppongono alla fusione anche le consigliere comunali del Pdl Manola Musa (Montesilvano) e Marina Febo (Spoltore): «Nessuno ci ha informato», rilevano le due esponenti del Popolo delle Libertà, «su cosa significa in concreto 'Grande Pescara', non abbiamo ancora visto alcuna proposta con obiettivi, valutazione di alternative e studio di costi-benefici. Non intendiamo, quindi, invitare i nostri concittadini a dire 'sì o no' su uno slogan vuoto e privo di concretezza e chiarezza».
La proposta sarebbe, inoltre, secondo Febo e Musa decontestualizzata rispetto all'attuale dibattito politico. «Con l'abolizione delle Province, infatti», spiegano, «si aprirebbe la strada alla creazione di un'area metropolitana molto più ampia, oltre i confini provinciali e comprensiva di altre importanti realtà limitrofe ad oggi escluse (come, a titolo esemplificativo, San Giovanni Teatino, Città Sant'Angelo, Cappelle sul Tavo, Francavilla a Mare). Va detto pure che Pescara oggi rientra nella soglia tra i 100 mila e i 250 mila abitanti. Aggiungendo Spoltore e Montesilvano non si supererebbe comunque la soglia per accedere alla classe demografica più alta per ricevere maggiori trasferimenti di risorse finanziarie da parte dello Stato, come del tutto incerta è anche l'erogazione di fondi premiali per la fusione, stante la forte crisi in atto. Se l’intento è davvero di migliorare la vita dei cittadini, allora la soluzione migliore è quella di avviare da subito un dibattito serio sul futuro dell'area metropolitana tra tutti gli attori istituzionali interessati, con il coinvolgimento dei cittadini e delle imprese. Si potrebbe iniziare da una cooperazione volontaria tra Comuni per convenzionare i servizi principali che ad oggi pesano maggiormente sui rispettivi bilanci».

Le due consigliere si appellano al presidente della Commissione Statuto della Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, affinché si opponga alle richieste di modifiche dello statuto regionale che dovrebbero essere fatte ad hoc per consentire il referendum inutile.

TRISI: «RISPARMI GARANTITI»
«Come previsto alcuni esponenti di schieramenti pur diversi - in primis il sindaco PD di Spoltore e l’ex candidato sindaco per Montesilvano - alzano gli scudi per schierarsi palesemente contro la creazione della nuova area urbana», contesta Fiammetta Trisi, presidente de La Grande Pescara che rassicura: «non vi è alcun rischio di “perdita d’identità” da parte di Montesilvano e Spoltore, visto che la Grande Pescara costituirà finalmente l'occasione per valorizzarne le specificità di ognuna delle zone della nuova area, i benefici saranno molteplici. In primis quelli di ordine economico: basti pensare che gli studi condotti dal Professor Roberto Mascarucci, ordinario di urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Pescara, hanno stimato in oltre 1.300.000 euro all'anno il risparmio immediato in termini di minori spese per la riduzione del numero di amministratori .Il risparmio salirà – a regime – a 6.700.00 euro, considerando anche quello realtivo al personale.Sul fronte delle entrate, giungeranno quasi 9.000.000 di euro per trasferimenti statali e contributo regionale. Conclusivamente il Professor Mascarucci ha stimato in circa 134.000.000 di euro l'entità di maggiori risorse finanziarie che si otterranno in dieci anni».