FORZA ITALIA

Chiodi al bivio: o con Berlusconi o con Quagliariello

L’assessore Giuliante: «serve un chiarimento nell’unità»

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CHIODI E BERLUSCONI

CHIODI E BERLUSCONI

ABRUZZO. Travolti (e distratti) dal braccio di ferro nazionale tra Berlusconi ed Alfano, gli  abruzzesi hanno perso di vista il destino ed il ruolo del Pdl o di quello che rimane del partito che governa la Regione.

Ma soprattutto non riescono ad orientarsi sulla  posizione del governatore Gianni Chiodi che una volta sembra vicino al ministro Gaetano Quagliariello (colomba alfaniana e perciò dissidente rispetto a Berlusconi) e un’altra firma il 25 ottobre il documento del presidente per azzerare il Pdl e far rinascere Forza Italia.

Che questa oscillazione tra i due poli sia un espediente elettorale in vista delle prossime consultazioni di primavera, è sufficientemente evidente. Ma è altrettanto evidente che tenere il piede in due staffe sia un pò da “re tentenna”, il che non giova alla chiarezza su chi sostiene il governo regionale. E non si capisce alla fine perché Chiodi non accetti che a “reggerlo” sia un cartello di partiti e non una maggioranza monocolore, come è di fatto oggi il gruppo iniziale: l’assessore Giandonato Morra è Destra pura, Nicoletta Verì rappresenta Scelta civica, l’assessore Carlo Masci è Rialzati Abruzzo, Alessandra Petri è l’Officina così come Emiliano Di Matteo, Berardo Rabuffo è Fli, mentre l’assessore Paolo Gatti ha presentato proprio in questi giorni una Lista civica che più civica non si può. Forse a questo si riferisce l’assessore Gianfranco Giuliante quando sollecita un chiarimento nel partito e nella maggioranza «che dovrà avvenire nella massima unità».

Si tratta cioè di capire cosa succederà il prossimo 16 novembre quando si deciderà a livello nazionale la nascita di Forza Italia, ma soprattutto la linea politica per i prossimi mesi (e magari il candidato alla Regione che resta Chiodi, ma si deve vedere….). Chiodi infatti dovrà uscire dall’equivoco: o con Berlusconi o contro. Infatti l’assemblea nazionale dovrà decidere con la maggioranza dei due terzi la ratifica dello scioglimento del Pdl e la nascita di FI. Alfano e le colombe hanno due possibilità: o non far raggiungere i 2/3 oppure non partecipare oppure rimanere nel nuovo partito, ma non in maggioranza. E questo sarà per Chiodi il momento di scegliere e di non tenere più confusi i due ambiti: quello politico e quello di governo.

Una cosa infatti sono le dinamiche di un partito, che può conoscere anche la dialettica delle correnti interne, un’altra è una possibile coalizione di forze diverse, anche se tutte nel centrodestra. Ma questo implica anche l’azzeramento di tutte le cariche del Pdl, dal capogruppo in Consiglio regionale ai ruoli nel partito ed al candidato alle elezioni. Semmai – come sostiene Giuliante – dovessero saltare tutti gli schemi della prima e seconda repubblica «che alcuni stanno adottando», il 16 novembre si capirà «con voto palese se Chiodi, uomo apicale in Abruzzo, avrà dalla sua oltre il 70% del Partito o no. Gli altri saranno alleati importanti con i quali già da domani si dovrà impostare una strategia condivisa per le elezioni del maggio 2014. Conosciamo bene il valore dell’unità – conclude Giuliante in una sua nota - ma nella chiarezza e senza confusione di ruoli e/o di appartenenza».

Perché se è vero che gli elettori del centrodestra non vogliono opacità o incertezza nelle scelte, il 16 novembre si capirà se anche in Abruzzo dovrà cambiare la leadership del partito di maggioranza e il cartello elettorale che sosterrà il prossimo (quale?) candidato alle Regionali.

Sebastiano Calella