POLITICA E CEMENTO

Teatro area di risulta, Ilari smentisce il Pd: «nessun rischio privatizzazione»

Il direttore del Comune: «non ho mai detto quelle cose»

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Teatro area di risulta, Ilari smentisce il Pd: «nessun rischio privatizzazione»




PESCARA. «Il direttore Ilari ha confermato il rischio di privatizzazione», denuncia il Pd.
«Non è vero», replica Ilari in persona, «sono stupito da queste dichiarazioni».
Al centro della questione la costruzione del teatro nell’Area di Risulta, un progetto nel programma del sindaco Mascia ma, secondo la maggioranza, osteggiato dal Partito Democratico, «terrorizzato dalla possibilità che riusciremo a posare la prima pietra», riassume Armando Foschi.
Così nei giorni scorsi in commissione Cultura è stato ascoltato il direttore Generale del Comune, Stefano Ilari. A fine riunione il Pd ha redatto un comunicato stampa nel quale annunciava: Ilari ha confermato tutte le paure dell’opposizione circa le criticità connesse alla costituzione di una società di capitali misto pubblico privato e i rischi connessi.
Ma il direttore smentisce su tutta la linea mentre la maggioranza parla di «ennesima deformazione della verità».
«Io non ho confutato alcun dubbio espresso dalle forze politiche di opposizione e sono io a essere stupito dalle dichiarazioni rilasciate – ha spiegato il direttore Ilari chiarendo quanto avvenuto in Commissione -. In apertura di seduta, i consiglieri di opposizione mi hanno chiesto perché l’amministrazione aveva scelto la costituzione della società mista pubblico-privata anziché optare per un appalto in concessione o un Project Financing. Ho spiegato che la scelta è partita dal presupposto che il Comune non dispone delle provviste finanziarie necessarie per l’appalto in concessione, mentre il Project Financing presuppone la presenza di un investitore privato che rediga un Piano finanziario per rientrare dell’investimento attraverso la semplice gestione futura del teatro e soprattutto prevede il parere di congruità di una banca. Ora, trattandosi della realizzazione di una struttura culturale, quale un Teatro, è difficile trovare un imprenditore che rientri della spesa di quasi 25milioni di euro solo con la gestione. Dunque l’unica soluzione per costruire, a costo zero per il Comune, la struttura culturale, come verificato attraverso interlocuzioni informali con operatori di molte altre città, è quella di costituire un modello societario in cui il Comune abbia la governance della struttura, una società che, attraverso lo Statuto e i Patti parasociali inseriti nella gara, attenui il rischio da un lato di dover partecipare a eventuali perdite, perché è già stato stabilito in partenza, dall’altro di perdere il cespite, proprio perché abbiamo stilato dei patti parasociali che garantiscono la parte pubblica».
Ilari smentisce possibili rischi di privatizzazione: «il Comune partecipa alla società conferendo il terreno su cui verrà costruito il teatro, 8mila 500 metri quadrati, dunque non è una privatizzazione, ma un conferimento del bene, o meglio il Comune partecipa al capitale della società in quota parte con il valore del bene conferito. Al contrario ci sarebbe stata una privatizzazione con il Project Financing. Con la società il Comune mantiene la governance del gruppo e partecipa alla sua gestione».
Il Pd ha poi sostenuto che, con la società, basterebbe la volontà del socio di maggioranza per determinare la messa in liquidazione della società con la vendita del patrimonio.
«Anche questo non è vero – ha aggiunto il direttore Ilari -: come ho già chiarito in Commissione, lo Statuto dice espressamente che tali decisioni possono essere assunte solo all’unanimità dell’Assemblea pubblico-privata, non possono essere prese senza l’assenso del Comune, proprio perché il Comune ha la governance della società».

FOSCHI: «PD TERRORIZZATO»
«Ormai il Pd è giunto alla mistificazione totale della realtà – sostiene il capogruppo del Pdl Foschi – facendo affermazioni gravi, e addirittura dimenticando che chi voleva perpetrare la privatizzazione delle aree di risulta, con la loro cessione a un imprenditore privato, è stato proprio il Pd con l’ex giunta di centro-sinistra, un’operazione che il centro-destra è riuscito a fermare. Il Pd ha dimostrato di avere paura politicamente, perché è evidente che il Teatro rappresenta la concretizzazione di ciò che il centro-sinistra non è riuscito a fare per incapacità di programmazione del territorio. Ma a questo punto, a fronte delle bugie, è giusto che anche il territorio si mobiliti e faccia sentire la propria voce, a partire da quel mondo della cultura che in quel teatro vedrebbe la realizzazione delle proprie necessità».