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Caramanico: «inutile attivare nuovi giacimenti di petrolio»

«Ue impone riduzione emissioni»

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Franco Caramanico

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ABRUZZO. «L’esigenza, ormai improcrastinabile, di ridurre le emissioni di anidride carbonica, rende inutile continuare a pompare denaro nella ricerca e nella attivazione di giacimenti petroliferi».
Ne è certo il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico, che risponde così alle dichiarazioni del sindaco di Cupello, Angelo Pollutri. Dichiarazioni «anacronistiche» e che delineano «un percorso privo di senso», riferisce Caramanico.
Il primo cittadino nei giorni scorsi nel corso di un incontro pubblico aveva spiegato che, visto il rischio che possa realizzarsi un impianto petrolifero a mare (Ombrina), «sarebbe opportuno modificare le norme sulle compensazioni ambientali, in modo da destinare tali introiti, anche ai Comuni che ospitano gli impianti of shore», e non fare in modo che tutte le royalties vadano allo Stato. Di parere diverso, invece, il consigliere regionale Caramanico che chiede di confrontarsi con un mondo che sta cambiando, in piena evoluzione, e soprattutto con regole ben precise.
«Le normative vigenti non impongono nessuna tassazione alle industrie petrolifere quando il volume delle estrazioni si mantiene all’interno di parametri ben circoscritti», dice il consigliere regionale
«Del valore dei combustibili estratti finora, ben 350 milioni di euro non sono stati sottoposti a tassazione», sottolinea Caramanico, «con indubbi e incontrovertibili vantaggi per i produttori. Tutto questo ti fa capire che, da una parte l’assenza di tassazione, dall’altra la quota marginale delle royalties prodotte finora, appena 225 mila euro, rendono sterile e improduttivo questo argomento».
Inoltre il consigliere regionale ricorda che le normative dell’Unione europea impongono una drastica inversione di tendenza a favore dell’uso delle fonti di energia rinnovabile: «gli accordi internazionali prevedono, infatti, una riduzione del 20% delle emissioni in atmosfera entro il 2020 e dell’80% entro il 2050».