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Atri, Pd contro sindaco: «modifiche allo statuto per portare in giunta assessori esterni»

La protesta dei consiglieri di minoranza

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Atri, Pd contro sindaco: «modifiche allo statuto per portare in giunta assessori esterni»

ATRI. Il gruppo consigliare del Pd protestano e accusano il sindaco Astolfi di impedire alle forze di opposizione di presentare interrogazioni e interpellanze nel prossimo consiglio comunale di giovedì prossimo.
Uno stop che sarebbe arrivato «attraverso l’espediente» di inserire tra gli argomenti all’ordine del giorno alcune modifiche allo Statuto comunale.
«L'ultimo consiglio comunale risale infatti ad agosto e la città ha bisogno di risposte», affermano i consiglieri Pd. «Sono tante, troppe le situazioni di emergenza e le parti oscure dell'attività amministrativa della giunta Astolfi: dal sistematico ricorso all’affidamento di lavori in via di urgenza e senza previsione, alla gestione dei debiti fuori bilancio e dei fondi per le attività culturali; dalla concessione degli impianti alle società sportive alle condizioni delle strade dissestate per la totale assenza di un piano di recupero e di manutenzione».
«Ma la modifica dello statuto» - afferma la capogruppo Chiara Di Nardo Di Maio - «non è solo un escamotage per ostracizzare l'attività dell'opposizione. La giunta ha infatti proposto di eliminare la clausola che impedisce la nomina di assessore esterno ai candidati non eletti dell' ultima consultazione elettorale. Con questo espediente il voto dei cittadini perde il suo valore e si offre la possibilità di portare in giunta ex assessori non premiati dalla volontà popolare nelle recenti elezioni comunali».
Non solo, «in spregio ai principi di revisione della spesa che, tra l’altro, hanno imposto la riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri comunali», protesta ancora la minoranza, «la giunta Astolfi intende oggi modificare lo statuto comunale per istituire la figura del presidente del consiglio comunale, con tanto di indennità di funzione».
La concomitanza delle due modifiche «non appare casuale», aggiunge la Di Nardo «è evidente che se un assessore esterno non eletto deve entrare in giunta e si pone l’esigenza per la maggioranza di creare una nuova comoda poltrona per chi sarà costretto a fargli spazio».
I consiglieri di minoranza hanno già richiesto la convocazione di un altro Consiglio comunale per avere un confronto diretto e aperto con la giunta. «Ad Atri occorre ripristinare democrazia, trasparenza, legalità e rispetto delle regole. Purtroppo la condotta dell'Amministrazione Astolfi ci costringe al ruolo di sentinelle,” - conclude la Di Nardo Di Maio - ma noi di pari passo continuiamo a lavorare a progetti positivi. Attendiamo con ansia il prossimo consiglio comunale per presentare le nostre proposte, a tutela dei diritti civili, della legalità e della democrazia».

MATTUCCI: «NO ALLA ‘SALVA TROMBATI»
«Giovedì 7 novembre 2013», annuncia Pierluigi Mattucci capogruppo consiliare di Atri Obiettivo «è convocato il Consiglio Comunale di Atri con importanti punti all’esame del consesso, due dei quali a richiesta delle minoranze, aventi ad oggetto rispettivamente il mantenimento dell’Agenzia delle Entrate e del Giudice di Pace, che si risolveranno con l’approvazione di un testo concordato e condiviso da tutti i gruppi in sede di commissione. Questa circostanza deve essere salutata come un fatto positivo. Assumono notevole rilievo politico, poi, alcune importanti modifiche allo Statuto Comunale che la maggioranza propone di apportare tra le quali colpisce, in negativo, l’istituzione del Presidente del Consiglio Comunale, con relativa indennità di carica, e l’abrogazione di una norma di salvaguardia che non consentiva di nominare come Assessore esterno chi, candidato alle elezioni comunali, non fosse stato eletto. Si modifica lo Statuto del Comune soltanto ad uso e consumo della maggioranza. Il comune di Atri, con 16 consiglieri, non ha assolutamente bisogno e, comunque, non si può permettere una Presidenza del Consiglio che, evidentemente, serve solo a creare una nuova onerosa poltrona sulla quale far sedere qualche scontento della maggioranza e la faccenda è ancora più sgradevole dopo l’aumento delle indennità del Sindaco e della Giunta. L’altra trovata –quella “salva trombati”- che fa entrare dalla finestra chi non è riuscito ad entrare dalla porta, fa strame della volontà popolare ed è finalizzata solo agli equilibri interni della maggioranza. Presto vedremo concretamente l’operatività di queste due operazioni francamente sconcertanti e sulle quali il Gruppo atri obiettivo comune esprimerà in Consiglio la più netta e motivata contrarietà»