POLITICA

Sicurezza scuole Lanciano, Bozza: «resta una illusione»

«Gli istituti della città hanno urgente bisogno di manutenzione»

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Sicurezza scuole Lanciano, Bozza: «resta una illusione»





LANCIANO. La promozione della qualità e della sicurezza degli edifici scolastici dovrebbe essere l’obiettivo prioritario di un’Amministrazione comunale attenta.
Ma a Lanciano, sostengono Ermando Bozza capogruppo ‘Con Bozza sindaco’ e il consigliere Eugenio D'Ovidio qualcosa si sarebbe ‘inceppato’.
«Sono trascorsi ormai due anni dalla variazione di bilancio, varata dall’attuale amministrazione Pupillo, con la quale venivano rinviati i lavori di adeguamento sismico di alcune scuole della nostra città, ed i fondi previsti nel bilancio del 2011, fortemente voluti dalla minoranza consiliare che li aveva fatti inserire con apposito emendamento, sono stati destinati ad opere di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e marciapiedi, subordinando la messa in sicurezza alla vendita del patrimonio comunale».

Così come si evince dal Bilancio di Previsione 2013, con la futura vendita di Palazzo Lotti, si dovrebbe adeguare la scuola primaria di Olmo di Riccio, però due aste di vendita sono andate già deserte, ed il palazzo è ancora invenduto.

«Il sindaco Pupillo», dicono Bozza e D’Ovidio, «insiste nel portare avanti la politica dell’illusione, non quella della responsabilità. L’amministrazione non è stata intraprendente nemmeno nel presentare, oltre al progetto della scuola di Madonna del Carmine, entro il 15 settembre, altri progetti cantierabili alla Regione Abruzzo al fine di ottenere finanziamenti erogati dallo Stato, così come previsto dal "Decreto del Fare". Un’amministrazione attenta, solerte e trasparente, come si illude di essere quella capitanata da Pupillo avrebbe dovuto agire diversamente. Le scuole di Lanciano hanno urgente bisogno di opere di adeguamento sismico, manutenzione straordinaria e non ultima di messa in sicurezza ai fini della prevenzione incendio, basti pensare che in questi giorni alcune scuole sono state parzialmente chiuse perché in seguito a sopralluoghi sono state trovate sprovviste dei relativi certificati».
I due protestano anche per le condizioni igienico sanitarie e della qualità delle mense scolastiche: «il numero dei bambini è aumentato ma quello degli operatori che devono dispensare è lo stesso degli anni precedenti. Le famiglie, ad inizio anno scolastico sono state già avvisate dall’Amministrazione, che i buoni pasto subiranno degli aumenti. Ma prima di incidere per l’ennesima volta nelle tasche delle famiglie non è meglio utilizzare i fondi che il Comune ha per migliorare questo servizio? perché i bambini devono mangiare, dormire e svolgere le loro attività didattiche negli stessi ambienti? non è forse arrivato il momento di risolvere veramente le situazioni prioritarie, piuttosto che pensare ad opere faraoniche che possono aspettare tempi migliori?»