ACQUA TORBIDA

Aca, Di Cristoforo contro il sindaco di Francavilla: «quell’assemblea non è regolare»

«Verificare la regolarità della revoca carica presidente»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2231

Antonio Luciani

Antonio Luciani




PESCARA. Una richiesta ufficiale: è quella che ha inoltrato Ezio Di Cristoforo al Commissario dell’Ato Pierluigi Caputi, al direttore generale e al Collegio dei revisori dei Conti dell’Aca.
Di Cristoforo, sfiduciato dall’ultima assemblea dei sindaci, sembra però poco intenzionato ad alzarsi dalla poltrona di presidente. O meglio: tenta il tutto per tutto e chiede di verificare la regolarità di quanto avvenuto nel corso dell’Assemblea dei Soci del 28 ottobre scorso.
In quell’assemblea si è appunto votata la revoca del presidente, arrestato a luglio scorso e ancora con l’obbligo di residenza. In più l'assemblea ha votato di demandare agli organi competenti la pubblicazione dell'avviso per la individuazione dell'amministratore unico e di indicare quale termine perentorio, non derogabile, per la pubblicazione dell'avviso il giorno 31 ottobre scorso.
L’avviso, infatti, è stato già pubblicato: le domande, redatte in carta semplice, devono essere presentata entro le ore 12 del giorno 12 novembre 2013. La selezione verrà effettuata, in sede della prossima Assemblea dei Soci Aca (22 novembre ore 16), mediante l’esame dei curricula pervenuti.
Ma Di Cristoforo chiede chiarimenti perché secondo lui sarebbe stato fatto tutto troppo in fretta e fa notare che quei punti erano fissati per la seduta del 22 novembre. Perché sono stati anticipati?
«La richiesta di revoca da parte dei sindaci soci è senza dubbio legittima e sacrosanta», spiega Di Cristoforo, «ma vanno comunque rispettati i tempi e le modalità previste dal regolamento. Pertanto chiedo al Commissario Caputi, organo preposto a far rispettare legalità, basti vedere i dirigenti degli Uffici Ato, di verificare la regolarità della prassi adottata dall’Assemblea del 28 ottobre, dove, tra l’altro, non è stato consentito di intervenire neppure a un professore che poteva dare il proprio contributo professionale all’incontro. Un divieto portato avanti soprattutto dal sindaco di Francavilla, forse dettato da un gesto di nervosismo o che rivela semplicemente la vera natura di Luciani e dei suoi amici».