POLITICA

L'Aquila: Cialente, «se Accademia chiude è 310/a vittima». Scoppia la bufera: «indecente»

Istituzione messa in liquidazione. Comitato vittime «senza parole»

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L'Aquila: Cialente, «se Accademia chiude è 310/a vittima». Scoppia la bufera: «indecente»




L'AQUILA. «Se chiuderà, l'Accademia dell' Immagine sarà la vittima numero 310 del terremoto».
A parlare è il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, in merito alla paventata chiusura dell'istituzione culturale aquilana fondata nel 1993 e messa in liquidazione dall'assemblea dei soci lo scorso 6 agosto.
Il primo cittadino si oppone strenuamente a questa ipotesi e, come rappresentante del Comune dell'Aquila, socio, è stato l'unico a votare contro, a differenza di Regione Abruzzo, Provincia dell'Aquila e Istituto cinematografico "La lanterna magica", che hanno approvato la nomina del commissario liquidatore, l'avvocato aquilano Luca Bruno.
Quest'ultimo sta esaminando le carte e i conti dell'ente ed entro i primi quindici giorni di novembre dovrebbe riferire ai soci che decideranno come comportarsi. L'esternazione di Cialente ha suscitato la reazione polemica dei famigliari delle vittime del sisma del 2009.
«Si resta senza parole, questa volta si è superato ogni limite di decenza», scrive Antonietta Centofanti, portavoce del Comitato vittime Casa dello studente, che sottolinea come il primo cittadino ponga «sullo stesso piano un'istituzione in gravi difficoltà economiche e pertanto a rischio di chiusura (e ce ne dispiace) e lo strazio dei corpi, la giovinezza rapita, le responsabilità portatrici di morte legate a gran parte dei crolli». «Impari, il sindaco Cialente, che le parole sono pietre e come tali pesano, soprattutto quando attengono alla carne e al sangue dei vivi e dei morti - conclude Centofanti - Un amministratore questo dovrebbe saperlo. In caso contrario, dovrebbe dedicarsi ad altro. E al più presto».