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Ortona, rimpasto giunta, D’Alessandro: «una spedizione punitiva contro di me»

Fuori anche Valentino Di Carlo e l’Idv lascia la maggioranza

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Ortona, rimpasto giunta, D’Alessandro: «una spedizione punitiva contro di me»

D'Alessandro e Di Carlo




ORTONA. A ventiquattro ore dal varo della nuova giunta non si placano le polemiche ad Ortona.
Dopo una lunga crisi politica il primo cittadino Vincenzo D’Ottavio ha ricomposto la sua squadra riconfermando gli esponenti del Pdl Roberto Serafini, Gianluca Coletti e Giannicola Di Carlo.
Fuori Maria D’Alessandro (Udc) e Valentino Di Carlo (Idv) dentro l’esterna Consuelo Mangifesta ex campionessa di pallavolo dirigente e telecronista sportiva della Rai. Oggi proprio i due esclusi si sfogano. «E’ una epurazione», commenta D’Alessandro, fino a qualche giorno fa assessore con delega al Patrimonio e prima degli eletti alle scorse elezioni tra i candidati dell’Udc.
«Le mie dimissioni da consigliere comunale eletto per subentrare come assessore furono frutto di una promessa fatta al sindaco di diventare il suo assessore donna una volta eletta», ricorda oggi D’Alessandro.
«La promessa mantenuta, ha fatto in modo che facesse il suo ingresso in consiglio il non eletto De Iure che ha totalmente disatteso l’accordo politico preso con me, e da battitore libero, con la sua politica vecchio stampo, la sua totale mancanza di affidabilità ha fatto in modo che come Udc in questi 18 mesi nessuna proposta sia stata portata avanti in quanto le posizioni del consigliere erano totalmente appiattite su quelle del Pd o meglio del suo burrattinaio. Questo modo di fare politica non mi appartiene e così la distanza tra me e il consigliere De Iure è andata accentuandosi sempre di più».
Si dice che la ragione per l’assessore è stata fatta fuori è il cambio di partito: «mi sono avvicinata a Scelta Civica», ammette D’Alessandro, «lo stesso in cui sono stati eletti il leader Udc Casini e il segretario Cesa.
Il progetto di partito unico Udc/SC aveva fatto percepire quell’idea di nuovo che entusiasma e che avrebbe riunito i moderati in un unica casa. Qualcuno ha voluto leggere questo mio interessamento al nuovo progetto politico come un cambio di casacca e quindi un pretesto per cacciarmi dalla giunta. Ricordo che il sindaco governa anche grazie a quei voti di confine della lista Udc di cui tuttt’ora rappresento l’80% mentre il restante 20% è rappresentato dal consigliere De Iure. Quest’ultimo in modo del tutto autonomo e non condiviso non ha votato il bilancio di previsione all’ultimo consiglio comunale dimostrando di continuare come sempre nella sua ambiguità di passare facilmente dalla maggioranza alla minoranza come già fatto in passato e ricattando questa amministrazione. E’ da chiedersi ora se l’Udc è in maggioranza o in minoranza col suo 20%».

«Da un problema tutto interno al Pd», continua l’ormai ex assessore, «si finisce per coinvolgere i partiti della coalizione che attraverso strategie machiavelliche vengono estromessi dalla maggioranza di governo. I tre dissidenti, sapientemente manovrati da chi fa della politica un mestiere, col ricorso ad alchimie psicologiche e per non essere screditati difronte ai cittadini ormai disincantati, costringono il sindaco a cambiare la giunta mandando via i 2 assessori non di area Pd senza toccare minimamente i loro 3 assessori. Questa operazione anzicchè essere un rimpasto sembra una spedizione punitiva nei miei confronti perchè non allineata a certe posizioni di potere».

IDV: «SCONCERTATI, SINDACO OSTAGGIO DEI RICATTI»
Di Carlo non parla in prima persona ma a parlare è il suo partito che si dice «sconcertato» per la cacciata dell’assessore: «siamo stupiti dell’atteggiamento da padre padrone del partito democratico che ha ricomposto una giunta monocolore Pd tra l’altro a quattro per cui già monca in partenza, disattendendo il documento politico dei 15 punti che esprimeva il rilancio dell’azione amministrativa ma non sulla “pelle” di altri partiti non toccando affatto né gli uomini né le deleghe del Pd. Un atteggiamento vergognoso avallato dal sindaco ormai ostaggio del ricatto di chi ha dimostrato di essere irresponsabile verso i problemi della città e assetato di potere» .
«Il Pd e il ricattato sindaco», va avanti la nota dell’Italia dei Valori, «vorrebbero far credere alla città che il nuovo componente della giunta è esterno alla politica, questo potrà essere raccontato a chi ritiene di volersi far prendere in giro in quanto tutta la città è a conoscenza che il nome del nuovo assessore è stato indicato dai tre dissidenti (che noi chiamiamo gli irresponsabili).Quindi anche il quarto assessore è in quota Pd.
Un atteggiamento inspiegabile. Se ritengono di avere i numeri per poter governare lo facessero, ma da oggi senza più l’apporto dell’Idv, che esce ufficialmente dalla maggioranza riconsegnando le deleghe consiliari e gli incarichi istituzionali, ritenendo che questa giunta non rappresenti più l’espressione del voto della cittadinanza ortonese».