POLITICA

Acqua: «Chieti non ceda le reti senza garanzie»

«Il passaggio a una azienda mal gestita com’è l’Aca peggiorerebbe il servizio»

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acquedotto, rottura rete idrica




CHIETI. Il consiglio comunale di Chieti è stato chiamato ad esaminare, nel consiglio comunale di venerdì (con eventuale prosecuzione dei lavori lunedì 28) il trasferimento reti e servizio idrico integrato all’Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato (Ersi).
«Un tale passaggio, se non accompagnato da una concreta azione di segno diverso»,, avverte il Forum abruzzese dell’acqua, «comporterà la consegna della gestione ad AcaSpA, una azienda pubblica di diritto privato che ha già gestito con pessimi risultati per un breve periodo l’acqua a Chieti e comporterà bollette enormemente più “salate” per gli utenti, con tariffe quanto meno raddoppiate».
Per il Forum le uniche gestioni sane, in sostanziale pareggio se non in attivo solo quelle dei pochi comuni che hanno conservato la titolarità del servizio, «Chieti in testa».
La gestione della ACA è in Spa House e quindi, mentre formalmente la proprietà rimane pubblica, la gestione fa riferimento al diritto privatistico. 

Il Forum Abruzzese dei Movimenti dell’Acqua ha incontrato recentemente i sindaci del territorio, anche quello di Chieti, e ha proposto la creazione di un nuovo soggetto gestore del ciclo integrato dell’acqua attraverso una azienda speciale di diritto pubblico che ricrei le condizioni strutturali per una gestione efficace, pubblica e partecipata creata dai Comuni in favore dei propri cittadini, «che garantisca una gestione sana e trasparente a costi non gonfiati dalla cattiva gestione».
La nuova azienda, che si ipotizza possa nascere a partire dai comuni dell’hinterland Chieti-Pescara (alcuni dei quali hanno già dato la propria dichiarata disponibilità) «avrà mezzi economici, politici, forza e coesione necessari per la gestione», spiegano i promotori, «non sarà gravata da debiti e potrà gestire il Servizio con costi vantaggiosi per i cittadini e ricavando quel che serve per la gestione e gli investimenti direttamente dalle bollette su cui non graverà il peso del dissesto innescato dalla gestione dissennata di ACA, quindi una azienda che potrà essere di esempio agli altri comuni del territorio e dell’Abruzzo».
Il Forum chiede adesso a tutti i consiglieri di Chieti, indipendentemente dall’appartenenza politica, «di tutelare i cittadini elettori rinviando il provvedimento in esame e condizionandolo a scelte finalmente in favore degli utenti e non più del sistema trasversale di potere e di mala gestione che in Abruzzo e non solo è ormai tristemente noto come “partito dell’acqua”».