IL FATTO

Pescara, 20 bimbi a piedi senza scuolabus. Pignoli: «periferia penalizzata»

Il Comune: «domande arrivate in ritardo di 8 mesi»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1105

Pescara, 20 bimbi a piedi senza scuolabus. Pignoli: «periferia penalizzata»

Pignoli

PESCARA. Oltre venti bambini delle scuole elementari di Pescara Colli, di via Rubicone a San Donato e della scuola Rodari di via Stradonetto a Rancitelli, dall’inizio dell’anno scolastico sono rimasti senza
servizio di scuolabus, pur avendone diritto, secondo i requisiti richiesti.
La denuncia è arrivata dal capogruppo di Fli al Comune di Pescara Massimiliano Pignoli che ha raccolto le lamentele di alcune mamme che si trovano a far fronte a grosse difficoltà, a causa di un presunto disservizio dell’amministrazione comunale che però si difende: «le loro domande sono arrivate in ritardo».
«Guarda caso», protesta Pignoli, «è sempre la periferia ad essere penalizzata. Mi chiedo con quale criterio
l’assessorato alla Pubblica Istruzione gestito dall’assessore Roberto Renzetti – abbia all’inizio dell’anno scolastico fatto partire il servizio, lasciando a piedi venti bambini. Abbiamo atteso un mese, sperando che l’assessorato riuscisse a risolvere il problema che invece è ancora più che mai aperto. Ma il caso è ancora più grottesco visto che c’è uno scuolabus regolarmente funzionante, ma parcheggiato nella rimessa comunale per la mancanza di un autista. Cosa incredibile, considerando che a suo tempo è stata effettuata regolare gara di appalto per lo svolgimento del servizio».
Secondo il consigliere comunale di Fli si sapeva da metà settembre che sarebbero occorsi sette scuolabus (e non sei che attualmente svolgono il servizio) per far fronte all’utenza, e invece a distanza di cinque settimane dall’inizio dell’anno, ci si trova a far fronte ad una situazione «umiliante per famiglie che hanno diritto ad un servizio di cui non possono però usufruire, costringendo in alcuni casi i bambini a vedere salire sugli scuolabus i loro amichetti, e loro addirittura a restare a casa perché senza la presenza di un genitore che li possa accompagnare a scuola».

COMUNE: «DOMANDE IN RITARDO»
Come detto da Palazzo di città si spiega che i bambini sono stati messi in lista d’attesa («cosa mai successa prima») perché avrebbero presentato con otto mesi di ritardo la propria domanda, ovvero a inizio ottobre anziché a gennaio-febbraio come prevede la norma e il regolamento, per consentire agli uffici di organizzare al meglio il servizio addirittura per il successivo anno scolastico.
«Le famiglie sono perfettamente al corrente della propria mancanza», assicura l’assessore Roberto Renzetti, «ossia di aver presentato in ritardo l’istanza, e sanno che il Comune, proprio per venire incontro alle loro esigenze, si sta attivando in ogni modo, tenendo in debita considerazione le proprie domande, da inserire nel caso ci fossero delle rinunce da parte di altri utenti».