SINDACO STOP AND GO

Ancora attacchi a Di Mattia per il suo “abbandono”: possibili le sue dimissioni?

L’assessore provinciale Cilli incalza il sindaco

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Ancora attacchi a Di Mattia per il suo “abbandono”: possibili le sue dimissioni?

L'immagine che circola su Facebook



MONTESILVANO. La notizia da giorni è sempre quella: ilsindaco abbandona il Comune per tre mesi fino a dicembre.
La decisione del primo cittadino, Attilio Di Mattia, che ha tagliato da poco il traguardo di un anno di amministrazione è motivata da impegni di lavoro in Austria dove ha lavorato fino a quando è stato eletto.
Di Mattia dovrebbe svolgere un corso di aggiornamento professionale da analista finanziario, ha detto, visto che «non farò il politico a vita».
Duri attacchi per la sua scelta che pare sia arrivata all'improvviso sono già stati recapitati da più parti.
Oggi anche l'assessore provinciale Cilli dice la sua e non è tenero.
«Ma perché Attilio Di Mattia, ben consapevole dei suoi impegni professionali, abbia accettato la candidatura a sindaco di Montesilvano, quando sapeva che sarebbe stato assente per lunghi periodi?», dice Aurelio Cilli.
«Il nostro Comune ha bisogno di una guida stabile che abbia il controllo diretto dell’apparato amministrativo, come d’altronde afferma la legge elettorale 81/93 (elezione diretta dei sindaci). Evidentemente – incalza Cilli – il sindaco Di Mattia è incurante delle vere problematiche di Montesilvano che dovrebbero essere affrontate con urgenza per rilanciarne la sua crescita. La città è bloccata e l’immobilismo della maggioranza è evidente a tutti. Siamo preoccupati – aggiunge ancora l’assessore provinciale del PDL – per i tanti nodi amministrativi ancora irrisolti, come l’approvazione del bilancio previsionale, che dovrebbe aiutare la città a ripartire. Dopo quasi 17 mesi dal suo insediamento – conclude Aurelio Cilli – il sindaco Di Mattia è venuto meno ai buoni propositi e oggi è, come è noto, assente e lontano dai problemi di Montesilvano. Abbiamo bisogno di un cittadino del territorio, che sia legato a questa città. Chiedo le sue dimissioni».

Dal canto suo il gruppo PD «stigmatizza in modo deciso il “polverone”» e rinnova «la più amichevole solidarietà, respingendo al mittente gli attacchi sconsiderati che si stanno facendo alla sua persona ed al suo impegno politico amministrativo».
Il gruppo PD ritiene «maldestro il tentativo di nascondere dietro tali “schiamazzi” il fallimento di esperienze amministrative della destra».
Il partito dunque «assicura al sindaco ed alla Giunta sostegno leale e convinto e andrà dopo la fase congressuale in atto ad una riflessione programmatica coinvolgendo tutte le sue migliori esperienze per dare maggiore slancio alla attività amministrativa in Comune in sinergia con gli altri Enti di Governo ed in particolare la Regione».

Di certo Montesilvano non è uno tra i comuni più "tranquilli" d'Abruzzo e una guida vigile è più che necessaria. Sulla specifica vicenda, però, si rincorrono voci incontrollate che raccontano di ragioni diverse e/o ulteriori che avrebbero spinto Di Mattia a decidere di allontanarsi, tutte finora senza fondamento o verifica.
Altra certezza è il rapporto conflittuale che il primo cittadino ha da sempre avuto con le sue forze di maggioranza. Di Mattia si è sempre presentato come un sindaco "atipico" e "venuto da fuori" cioè lontano dalle logiche localistiche e clientelari ma anche con una visione ampia dell'orizzonte frutto delle sue esperienze all'estero.
Quanto abbia inciso il clima irrespirabile all'interno della sua coalizione sulla decisione di sospendersi è difficile dirlo, di sicuro però il sindaco è dovuto scendere a patti ed è possibile anche che l'aver "concesso troppo" abbia snaturato l'originale progetto amministrativo del primo cittadino. C’è chi racconta di una profonda delusione di Di Mattia verso la gestione della politica e della amministrazione troppo pervasa da logiche spartitorie anche di bassa lega.
Tra le varie voci che circolano c'è anche quella delle dimissioni. Chissà.