IL FATTO

Pari Opportunità, «Provincia di Pescara insensibile. Ma Testa smentisce

Accuse da parte della consigliera Letizia Marinelli

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PESCARA. «La Provincia di Pescara non ha fatto nulla in favore dei soggetti particolarmente svantaggiati».
«Non è vero, si informi meglio».
Si è acceso lo scontro tra la consigliera regionale alle Pari Opportunità Letizia Marinelli e il presidente della provincia Guerino Testa. La prima sostiene, infatti che l’ente provinciale pescarese non si sia curato «dell’importanza che le Politiche sulle Pari Opportunità rivestono nel sostegno alle donne in difficoltà specie nell’attuale contesto di crisi. Mi spiace – ha affermato Marinelli - dover rilevare questa grave mancanza
di sensibilità politica ed istituzionale che non posso far a meno di porre all’attenzione dell’opinione pubblica»
La consigliera ricorda inoltre che con la Delibera di Giunta Regionale del 21 Febbraio 2013, numero 138, la Regione Abruzzo ha destinato alla Provincia di Chieti 3.057.600 euro, alla Provincia dell’Aquila
3.035.200,00 euro alla Provincia di Pescara 2.564.800 euro ed alla Provincia di Teramo 2.542.400 euro
per sostenere le politiche del lavoro, della formazione e dell’occupabilità dei cittadini abruzzesi.
«Di tali risorse neanche un euro veniva individuato con la finalità specifica di azioni in favore delle pari
opportunità con una strategia regionale che potesse rispettare le singole vocazioni territoriali. Tre presidenti di Provincia, di Chieti, L’Aquila e Teramo, in atti formali, si dichiaravano e si dichiarano disposti a rivedere l’uso e la destinazione di tali risorse per almeno una minima percentuale da destinare alle politiche di parità in favore delle donne escluse dal mercato del lavoro con azioni mirate»

Ma Testa smentisce: «la Provincia si è attivata per adempiere al protocollo di intesa sottoscritto lo scorso anno in favore delle donne e per garantire le pari opportunità. Lo dimostrano – spiega il presidente - gli interventi promossi nel settore lavorativo di cui la consigliera Marinelli dovrebbe essere a conoscenza, e mi riferisco ad esempio al progetto Riparto, avviato da poco dalla Provincia e rivolto alle donne uscite dal mercato del lavoro dopo la nascita di un figlio o di una figlia e che hanno difficoltà a rientrarvi, oppure – ancora - ai percorsi di riqualificazione “lanciati” di recente (uno dei quali rivolto prioritariamente a donne diplomate) e infine i cosiddetti voucher di conciliazione per donne che convivono con anziani, bambini o disabili. Da non dimenticare che per molti avvisi del settore Lavoro, poi, il punteggio sale se chi risponde è donna. Un’attenzione specifica al mondo femminile, dunque, che non può essere negata, specie se si considera che la sfera presa in considerazione è quella lavorativa, che oggi fa registrare una sofferenza mai registrata prima. Mi stupisce dunque – conclude Testa - la polemica sollevata dalla consigliera Marinelli».
Sulla questione interviene anche la consigliera di parità provinciale Vittoria Colangelo facendo notare che «la competenza della consigliera Marinelli è per attività ed azioni di carattere regionale, essendo presenti sul territorio provinciale le singole consigliere di parità». La Provincia di Pescara, aggiunge Colangelo, «è particolarmente attenta alla realtà lavorativa femminile, come dimostrano gli interventi, molteplici, messi in campo, e Marinelli dovrebbe esserne al corrente, essendo consigliera di parità supplente della Provincia».