IL GIORNO DOPO

Nuovo Statuto Ente Fiera Lanciano, via libera tra soddisfatti e delusi

D’Ortona: «nessun futuro per questa importante realtà frentana e abruzzese»

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Nuovo Statuto Ente Fiera Lanciano,  via libera tra soddisfatti e delusi

Nuovo Statuto Ente Fiera Lanciano,  via libera tra soddisfatti e delusi
D’Ortona: «nessun futuro per questa importante realtà frentana e abruzzese». 
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LANCIANO. Nel Consiglio comunale di venerdì la maggioranza ha votato il nuovo Statuto dell'Ente Fiera.
Un via libera tra soddisfatti e delusi. 
«E’ un buon risultato», commenta  il segretario cittadino e consigliere comunale del Pd di Lanciano, Leo Marongiu. «Lo Statuto dell’ Ente viene riformato a distanza di tanti anni tenendo ben fermi capisaldi importanti come la riduzione dei membri del cda da 11 a 5, l’ indicazione del presidente in capo al Comune di Lanciano e la possibilita' di aprirsi ai privati. Proprio l'appetibilita' all'ingresso di capitali privati, rimane un elemento primario per il rilancio dell'Ente che deve basarsi sull'ammodernamento strutturale ad esempio con un nuovo padiglione polifunzionale e messo in sicurezza - sottolinea Marongiu - presupposti che vengono cercati con tre atti chiari che si sono manifestati nell’ ultimo periodo: per la prima volta il Comune di Lanciano ha versato il proprio contributo dovuto all’ Ente spingendo gli altri consorziati pubblici a dover fare le propria parte. Inoltre l'Ente ha raggiunto un leggero utile di bilancio e non ulteriori perdite. Il nuovo Statuto rappresentera' uno strumento importante per costruire altre azioni». 
Il segretario del Pd di Lanciano sottolinea poi come l'accordo si sia raggiunto grazie alla «collaborazione tra il cda guidato dal presidente Franco Ferrante ma con una maggioranza di centrodestra, il Comune di Lanciano e gli altri partners». 
«In questo contesto - aggiunge l'esponente Pd - risulta strumentale l'atteggiamento dell' opposizione che non vota il nuovo Statuto, posizione tra l' altro caldeggiata in aula anche dall'assessore provinciale Eugenio Caporrella (Pdl), facendo ancora una volta professione di benaltrismo mentre bisognerebbe ricordare il teatrino disgustoso dell'ultimo decennio con la Fiera trasformata dal centrodestra in un postribolo per scambi politici e vendette», conclude Marongiu. 
D’ORTONA NON SODDISFATTO
«Ancora una volta, è emersa l’assenza assoluta di programmazione», commenta invece Manlio D’Ortona, consigliere di opposizione «Uno Statuto che rappresenta, occorre sottolinearlo, un mezzo non un obiettivo. È un veicolo, non il fine. E la mancanza di obiettivi chiari rende inutile l'approvazione di uno strumento-veicolo che dovrebbe dare sostanza e struttura ad un Consiglio di amministrazione desideroso, invece, di risultati e azioni».
D’Ortona ricorda come nel Consiglio straordinario di marzo 2012, furono indicate diverse proposte attuabili attraverso un piano industriale di rilancio.  «Un piano di rilancio è stato redatto – puntualizza il consigliere - ma tenuto nei cassetti, ovvero mai presentato al Consiglio comunale, mai elaborato, approfondito, attuato o perfezionato dallo stesso consorzio Fiera. Il niente del niente. Ovvero assenza di mission e vision. La domanda chiave è: se non sai dove vuoi andare e cosa vuoi raggiungere, che senso ha dotarsi di uno Statuto? Che senso ha dotarsi di "una macchina" se poi la lasci in garage perché non sai dove andare?>.
D’Ortona entra poi nel merito dello Statuto, in particolare rispetto ad alcuni aspetti specifici, come la nomina del Presidente del cda. 
L'art. 15 dello statuto proposto recita: "Il Presidente è nominato dal Consiglio di amministrazione, tra i proprio membri, su indicazione del Comune di Lanciano".
Una norma da confrontare con l'articolo 7 dello Statuto attuale che recita: "Il Presidente è nominato dal consiglio di amministrazione tra i membri designati dal Comune di Lanciano."
«Le parole chiave – sottolinea D’Ortona - sono "indicazione" e "tra i propri membri". Cosa significa? Che il Comune indica un nominativo che, senza impedimenti di sorta, può essere bocciato dal cda. In sostanza si indebolisce il potere di scelta del Comune di Lanciano rispetto alla norma attuale in vigore, che impone la scelta necessariamente e senza alternative all'interno di una terna vincolante designata dal comune (vedi art. 7 Statuto attuale)».
La questione Fiera era stata oggetto anche del cosiddetto “Patto della triade”, cioè il tristemente noto documento con cui Mario Pupillo, Pino Valente e Donato Di Fonzo si ‘spartivano’ poltrone e incarichi. «La presidenza della Fiera, secondo il patto siglato – ricorda D’Ortona - è in quota al "centrosinistra". Si è da poco perfezionato il bando di selezione del Comune per la scelta del suo rappresentante in fiera e la domanda spontanea e immediata è: ‘Il nominativo indicato sarà ancora dell'Avv. Franco Ferrante?’. E gli altri aspiranti candidati che hanno presentato la propria candidatura? E le scelte di merito e di eccellenza?»

LANCIANO. Nel Consiglio comunale di venerdì la maggioranza ha votato il nuovo Statuto dell'Ente Fiera.
Un via libera tra soddisfatti e delusi. «E’ un buon risultato», commenta  il segretario cittadino e consigliere comunale del Pd di Lanciano, Leo Marongiu. «Lo Statuto dell’ Ente viene riformato a distanza di tanti anni tenendo ben fermi capisaldi importanti come la riduzione dei membri del cda da 11 a 5, l’ indicazione del presidente in capo al Comune di Lanciano e la possibilita' di aprirsi ai privati. Proprio l'appetibilita' all'ingresso di capitali privati, rimane un elemento primario per il rilancio dell'Ente che deve basarsi sull'ammodernamento strutturale ad esempio con un nuovo padiglione polifunzionale e messo in sicurezza - sottolinea Marongiu - presupposti che vengono cercati con tre atti chiari che si sono manifestati nell’ ultimo periodo: per la prima volta il Comune di Lanciano ha versato il proprio contributo dovuto all’ Ente spingendo gli altri consorziati pubblici a dover fare le propria parte. Inoltre l'Ente ha raggiunto un leggero utile di bilancio e non ulteriori perdite. Il nuovo Statuto rappresentera' uno strumento importante per costruire altre azioni». Il segretario del Pd di Lanciano sottolinea poi come l'accordo si sia raggiunto grazie alla «collaborazione tra il cda guidato dal presidente Franco Ferrante ma con una maggioranza di centrodestra, il Comune di Lanciano e gli altri partners». 

«In questo contesto - aggiunge l'esponente Pd - risulta strumentale l'atteggiamento dell' opposizione che non vota il nuovo Statuto, posizione tra l' altro caldeggiata in aula anche dall'assessore provinciale Eugenio Caporrella (Pdl), facendo ancora una volta professione di benaltrismo mentre bisognerebbe ricordare il teatrino disgustoso dell'ultimo decennio con la Fiera trasformata dal centrodestra in un postribolo per scambi politici e vendette», conclude Marongiu. 

D’ORTONA NON SODDISFATTO

«Ancora una volta, è emersa l’assenza assoluta di programmazione», commenta invece Manlio D’Ortona, consigliere di opposizione «Uno Statuto che rappresenta, occorre sottolinearlo, un mezzo non un obiettivo. È un veicolo, non il fine. E la mancanza di obiettivi chiari rende inutile l'approvazione di uno strumento-veicolo che dovrebbe dare sostanza e struttura ad un Consiglio di amministrazione desideroso, invece, di risultati e azioni».
D’Ortona ricorda come nel Consiglio straordinario di marzo 2012, furono indicate diverse proposte attuabili attraverso un piano industriale di rilancio.  «Un piano di rilancio è stato redatto – puntualizza il consigliere - ma tenuto nei cassetti, ovvero mai presentato al Consiglio comunale, mai elaborato, approfondito, attuato o perfezionato dallo stesso consorzio Fiera. Il niente del niente. Ovvero assenza di mission e vision. La domanda chiave è: se non sai dove vuoi andare e cosa vuoi raggiungere, che senso ha dotarsi di uno Statuto? Che senso ha dotarsi di "una macchina" se poi la lasci in garage perché non sai dove andare?»

D’Ortona entra poi nel merito dello Statuto, in particolare rispetto ad alcuni aspetti specifici, come la nomina del Presidente del cda. 
L'art. 15 dello statuto proposto recita: "Il Presidente è nominato dal Consiglio di amministrazione, tra i proprio membri, su indicazione del Comune di Lanciano".
Una norma da confrontare con l'articolo 7 dello Statuto attuale che recita: "Il Presidente è nominato dal consiglio di amministrazione tra i membri designati dal Comune di Lanciano."
«Le parole chiave – sottolinea D’Ortona - sono "indicazione" e "tra i propri membri". Cosa significa? Che il Comune indica un nominativo che, senza impedimenti di sorta, può essere bocciato dal cda. In sostanza si indebolisce il potere di scelta del Comune di Lanciano rispetto alla norma attuale in vigore, che impone la scelta necessariamente e senza alternative all'interno di una terna vincolante designata dal comune (vedi art. 7 Statuto attuale)».
La questione Fiera era stata oggetto anche del cosiddetto “Patto della triade”, cioè il tristemente noto documento con cui Mario Pupillo, Pino Valente e Donato Di Fonzo si ‘spartivano’ poltrone e incarichi. «La presidenza della Fiera, secondo il patto siglato – ricorda D’Ortona - è in quota al "centrosinistra". Si è da poco perfezionato il bando di selezione del Comune per la scelta del suo rappresentante in fiera e la domanda spontanea e immediata è: ‘Il nominativo indicato sarà ancora dell'Avv. Franco Ferrante?’. E gli altri aspiranti candidati che hanno presentato la propria candidatura? E le scelte di merito e di eccellenza?»