SANITA'

«Disastro Adi». Valente: «bene sostituzione Borgia ma da Asl altre risposte»

La soddisfazione del vice sindaco di Lanciano

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«Disastro Adi». Valente: «bene sostituzione Borgia ma da Asl altre risposte»




LANCIANO. «Finalmente la Asl sostituisce dal distretto sanitario di Lanciano la dottoressa Borgia, responsabile principale, ma non unica del disastro Adi».
E’ dura la presa di posizione del vice sindaco di Lanciano, Pino Valente: «ci sono voluti ben otto mesi di vibranti proteste, del coinvolgimento delle associazioni, di cittadinanzAttiva, dell'Amministrazione comunale per arrivare a prendere un provvedimento invocato da tutti. Otto mesi di sofferenze, di diritti negati, di disagi, otto mesi di muro contro muro da parte della Asl che non ha mai dato vere alternative a persone malate che all'improvviso, si sono ritrovate senza alcun tipo di assistenza».
Valente parla di «soddisfazione di un intero territorio» e di «un primo piccolo risultato importante che ridarà sicuramente una speranza agli ammalati ed ai loro familiari ingiustamente penalizzati». Ma secondo il vice sindaco la soluzione definitiva non è questa: «la Asl deve assolutamente porre rimedio con atti concreti alla ingiustizia del tagli dell'Adi. Sia ben certo Zavattaro che saremo ancora più determinati nella nostra battaglia per difendere i diritti negati degli oltre 300 ammalati cui è stata tolta l'assistenza ed adesso sono in lista di attesa presso i centri accreditati. E' questa la vera priorità: eliminare le liste d'attesa perchè solo una nazione incivile può abbandonare degli ammalati nel momento del bisogno. Un vero dramma vissuto sulla propria pelle da centinaia di ammalati abbandonati è questo il motivo per cui ho parlato di disfatta della sanità pubblica: togliere l'Adi senza aver creato dei percorsi alternativi agli ammalati è stato assolutamente disumano ed ingiusto».
Ad oggi però nessuno risponde alle pesanti accuse del segretario di cittadinanzAttiva Cerulli, e la Asl provinciale non può rimanere ancora silente: «è vero che i casi Adi non erano 1.115 bensì solo 700? Sono stati erroneamente sommati alle 700 prestazioni Adi anche i 400 pazienti che usufruivano di cure prestazionali? Così come gravissimo è il silenzio della politica regionale con un caso, quello della bimba di sette mesi in lista d'attesa come tutti gli altri ammalati, che è addirittura arrivato alla ribalta negativa delle cronache nazionali: il Presidente Chiodi si potrà anche vantare di aver risanato la sanità abruzzese ma lo ha fatto nel modo peggiore e cioè sulla pelle degli ammalati abruzzesi».