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Davide Rosci trasferito a Viterbo. Acerbo: «è accanimento»

Il ministro Cancellieri aveva garantito: nessun altro spostamento

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Davide Rosci trasferito a Viterbo. Acerbo: «è accanimento»

Maurizio Acerbo

TERAMO. Sabato mattina Davide Rosci è stato trasferito dal carcere di Teramo a quello di Viterbo.
Il giovane esponente di sinistra, ex candidato alle comunali di Teramo con Rifondazione Comunista, condannato in primo grado a 6 anni di reclusione per gli scontri di Roma dell'ottobre 2011, torna così nel carcere laziale dopo che era riuscito a riavvicinarsi alla sua famiglia e al padre malato.
«Riprende un'odissea di cui non si capisce quale sia la ragione se non una assurda volontà persecutoria nei confronti del nostro compagno», commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
«Davide fu trasferito da Teramo prima nel carcere di Rieti e poi in quello di Viterbo. Dopo mesi si era ottenuto che tornasse a Teramo in occasione di una serie di processi in cui e' risultato sempre assolto ma che testimoniano come nei suoi confronti sia in atto da tempo un accanimento persecutorio».
I suoi legali avevano avanzato a nome dei familiari la richiesta di scontare la pena nel carcere della sua città in quanto l'anziano padre per motivi di salute non poteva affrontare viaggi in altre città italiane.
«Questa sacrosanta richiesta dalle evidenti ragioni umanitarie», continua Acerbo, «e' stata sostenuta da parlamentari abruzzesi (Vacca, Amato, Melilla) e dallo stesso Consiglio Regionale che ha approvato all'unanimità una risoluzione lo scorso 16 luglio».
Nelle scorse settimane era giunta alla presidenza del Consiglio Regionale in risposta alla risoluzione una nota del ministro Cancellieri da cui si evinceva che Rosci sarebbe rimasto a Teramo.

«Comunque la vicenda pareva chiusa e attendevamo con amici e familiari che venisse finalmente esaminata la richiesta di scontare la pena ai domiciliari», sottolinea Acerbo.
Invece sabato il nuovo colpo di scena che ha gettato nello sconforto una famiglia già provata.
«Ricordo che Davide», prosegue Acerbo, «e' un giovane militante condannato a una pena spropositata di sei anni in base al famigerato reato di origine fascista di "devastazione e saccheggio" per essere stato fotografato in una manifestazione - quella del 15 ottobre 2011 - alla quale partecipavano centinaia di migliaia di persone. Compreso il sottoscritto. Reo di "indignazione" Davide Rosci continua a essere sballottato per le carceri italiane per ragioni che il Dipartimento e il Ministero competente dovrebbero essere chiamati a spiegare». Nella citata nota del ministro Cancellieri si faceva riferimento per quanto riguarda i precedenti trasferimenti a una richiesta proveniente da Teramo.
«Se facciamo il conto dell'infinita serie di procedimenti giudiziari aperti nei confronti di Davide e fortunatamente smontati finora nei tribunali», chiude Acerbo, «è più che legittimo denunciare una persecuzione in atto nei confronti di un giovane militante che in una città di provincia è diventato un punto di riferimento per tanti giovani. Una vicenda che va chiarita perchè non è tollerabile questa persecuzione».