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Biomasse Bazzano, è caos. Cialente: «non mi confronto con i galletti del centrodestra»

Perilli convoca commissione consiliare Ambiente

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Biomasse Bazzano, è caos. Cialente: «non mi confronto con i galletti del centrodestra»


L’AQUILA. Il Consiglio comunale ha discusso ieri sulla realizzazione dell'impianto a biomasse di Bazzano.
Alla verifica del numero legale sono tuttavia risultati presenti 14 consiglieri, insufficienti a garantire la validità della seduta, che pertanto è stata sciolta.
Prima, però, non sono mancati toni accesi. «Ho avuto l'ennesima riprova, se mai ne avessi avuto bisogno, dell'assoluta inadeguatezza della politica aquilani di centrodestra», ha commento il sindaco Massimo Cialente.
«A fronte di cittadini giustamente preoccupati delle conseguenze possibili sulla loro salute e sul futuro del loro microambiente, la discussione è stata quella di provare a scaricare sul Comune le responsabilità della localizzazione. Un giochino scemo ma soprattutto inutile».

Proprio Cialente mentre stava spiegando come si è arrivati alle autorizzazioni è stato interrotto più volte. Poi è andato via. Così ha spiegato i motivi: «con questi galletti, pronti a prendere in giro i cittadini, magari a cavalcare la tigre, pensando a 4 voti per la campagna elettorale delle regionali, non vale la pena più confrontarsi».
Ha deciso che appena possibile incontrerà direttamente i cittadini perché «in Consiglio comunale non si può parlare liberamente, vi è una violenta intolleranza».
«Quello che è più vergognoso, è la delirante quanto ingiustificata dichiarazione del dottor Nidoli, riportata dalla stampa, che attribuisce al sottoscritto un repentino cambio di posizione con addebito di eventuali responsabilità sui tecnici», commentava invece l’assessore Alfredo Moroni. «Confermo che i pareri tecnici espressi in conferenza di servizi dagli uffici comunali, non erano preventivamente conosciuti dal sottoscritto, e che stranamente si dimentica l'iniziativa assunta proprio dal Comune relativa alla richiesta di sospensione al Presidente Chiodi dell'autorizzazione unica, mai riscontrata, e l'avvio di un percorso di rivisitazione dell'intero iter amministrativo, proprio su istanza del Comune dell'Aquila, rispetto al quale non mi sembra ci sia stai grande attenzione da parte degli attuali oppositori». 

Per il consigliere comunale Enrico Perilli (Fed- Prc), invece, l’opposizione ieri «ha sprecato una preziosa occasione per produrre un risultato utile alla salvaguardia del territorio, preferendo erigere barricate e fare bagarre per strappare qualche applauso. Sull’impianto a biomasse, tuttavia, nessun risultato».
Proprio Perilli ha convocato una riunione della Commissione consiliare Ambiente e Territorio, da lui presieduta, per mercoledì 9 ottobre, alle ore 9. «Inserirò all’ordine del giorno della seduta», annuncia, «la discussione dell’argomento e la predisposizione di un documento da portare all’attenzione del Consiglio comunale nella prossima convocazione. Un documento che, in maniera concreta, vada a circostanziare in modo preciso ed esaustivo le ragioni del no all’impianto, motivandole su base giuridica, urbanistica e sanitaria, alla luce dell’attuale antropizzazione e tipizzazione urbanistica della zona, degli studi effettuati e della tipologia di impianto proposto dalla Futuris. Attraverso quest’ordine del giorno si esprimerà, pertanto, con chiarezza, alla luce di quanto in premessa, il dissenso alla realizzazione dell’impianto, inoltrandolo, contestualmente, a Regione Abruzzo, Provincia dell’Aquila, Asl e Nucleo per lo Sviluppo industriale affinché, a loro volta, stanti le questioni sollevate nel documento, si esprimano con una sola parola, con un sì o con un no. Ufficialmente, chiaramente e senza tentennamenti».