SANITA'

Campli contro la soppressione della guardia medica

Il sindaco: «sulla sanità bisognerebbe essere cauti»

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Campli contro la soppressione della guardia medica

CAMPLI. L'amministrazione comunale di Campli esprime con forza il proprio dissenso alla soppressione del presidio di guardia medica nel proprio territorio.
Ieri il sindaco Gabriele Giovannini nell’informare il Consiglio comunale della paventata chiusura del presidio farnese ha fatto verbalizzare al segretario comunale la contrarietà dell’amministrazione comunale contro il Decreto del Commissario ad acta alla Sanità n. 61/2013.
«Ritengo che su alcuni temi come la sanità bisogna essere cauti e che sia doveroso informare la popolazione prima di tagliare un servizio» è il commento del sindaco Gabriele Giovannini «per queste ragioni ho fatto mio il sentimento di molti cittadini camplesi che sono spaventati dalla perdita di un presidio assistenziale ritenuto importante come la guardia medica. Ci saremmo aspettati che la difesa della guardia medica potesse essere condivisa da tutte le forze presenti in consiglio comunale, invece la minoranza non ha espresso la propria contrarietà. Sappiamo tutti che è un momento difficile e che Governo e Regione sono costretti a fare tagli anche sulla sanità, riteniamo però che su questa materia ci voglia più attenzione ed un'analisi approfondita delle diverse realtà territoriali che non sono tutte uguali».

Secondo l'amministrazione comunale la soppressione delle guardie mediche è un errore che non porterà alcun beneficio in termini di risparmio e servizi.

«Come per altre realtà comunali, anche nel comune di Campli, la sede dove risiede la guardia medica è interamente pagata dai comuni suddetti, ed il medico di servizio, verrebbe comunque reintegrato in altre strutture, così come tra l'altro stabilisce il Decreto Commissariale n.61/2013» aggiunge Giovannini «inoltre nel Decreto si dice che il rapporto nazionale da rispettare per avere una guardia medica è di un medico ogni 5000 abitanti e Campli né ha 7585. Chiederemo al Presidente della Regione ed al Direttore Generale della Asl di Teramo di comprendere le nostre ragioni e di scongiurare la chiusura di un servizio che nel 2010 ha offerto prestazioni a circa 1300 cittadini camplesi».