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L'Aquila. Cialente contro il Pd, «sono tutti come Schettino, che pena»

Il sindaco denuncia su Facebook la crisi con la sua maggioranza

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Massimo Cialente

Massimo Cialente

L’AQUILA. La maggioranza Cialente non ha più i numeri per governare dunque si torni al voto.
Non è l’opposizione a parlare ma proprio il primo cittadino che da ore si sta sfogando su Facebook e ha dichiarato guerra ai suoi ex fedelissimi, denunciano «la strisciante crisi di una maggioranza ballerina». Pare che intorno a lui veda solo del marcio e pensa ad una candidatura ‘eccellente’: «se oggi dovessi e potessi votare un leader politico al quale affidare il paese, voterei papa Francesco. Perché è l'unico che dice delle cose e non vende belle parole».
Così Cialente è tornato a lanciare le sue ‘bombe’ in pasto agli internauti, svelando i retroscena della politica aquilana, quei ‘dettagli’ (nemmeno così marginali) che solitamente i cittadini comuni non conoscono direttamente ma possono al massimo intuire. Il sindaco prende per mano i suoi e-lettori e li porta dentro il Palazzo di città meno conosciuto.
«Vedo, con crescente stupore, prima ancora che preoccupazione, una instabilità della maggioranza», denuncia il sindaco. «Invece di sentire la terribile responsabilità che grava sulle nostre spalle, si bada molto alla propria visibilità personale, del proprio partito, di propri interessi. Non tutti, chiaramente, ma alcuni sì».
Attualmente il Consiglio comunale ha 32 consiglieri, 18 di maggioranza e 14 di opposizione. Ciò comporta che bastano due, tre consiglieri per mandare sotto la maggioranza.
Le ultime votazioni in Consiglio hanno mostrato che i numeri traballano come nel caso del Parco Urbano di Piazza d'Armi. Il progetto è passato con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti.
E Cialente non ha digerito i no di Enrico Perilli e Antonello Bernardi. Proprio il sindaco analizza: «ormai il consigliere Ludovici Giuseppe, eletto con l'API, è uscito dalla maggioranza. Non ho accettato un ricatto: o nomini presidente dell'ex OMPI il dott. Tiberi (già assessore del centrodestra) o io, che "ho preso i voti", passo all'opposizione. Cacciandolo dal mio ufficio, gli ho detto di farlo pure. Siamo passati da 18 a 14 a 17 a 15».
E il sindaco va avanti. «Il consigliere Bernardi, sebbene sia il vicecapogruppo del Pd raramente vota a favore, (ha sempre una sua coerenza del momento), per cui siamo ormai 16 a 16. Il Consigliere Ermanno Giorgi, è ormai un pò in bilico, anche perchè si è già dimesso da Vicepresidente del Consiglio. Lunedì alle 13 viene con lo stato maggiore del suo partito per un chiarimento definitivo. Potremmo andare a 15 voti di maggioranza e 17 di opposizione».
La ‘confessione’ va avanti: «il capogruppo del Pd l'altra sera ha detto chiaramente che è pronto a mandarmi a casa, attaccando durissimamente il suo assessore Di Stefano, il suo segretario di partito Albano, il suo collega di gruppo Palumbo. Credo che il problema è che lui vorrebbe che si desse un ruolo importante , nella redazione del nuovo piano regolatore all'ex candidato sindaco del PDL Prof Pierluigi Properzi».

«PRIMA MI DIVERTIVO, ORA NO»
«Perchè racconto tutto?», spiega sempre Cialente su Facebook. «Queste cose sono sempre avvenute, anzi nella scorsa consiliatura fu peggio. Ma prima del terremoto queste vicende, molto ma molto personali, le gestivo, quasi divertendomi (seppure indignato). Oggi poiche' la citta' non le puo accettare, io non le accetto. La città non le può accettare perchè sta vivendo una delle fasi più drammatiche della sua storia, e soprattutto perchè è impegnata su tre fronti: ricostruzione, progetto strategico di sviluppo, ordinaria amministrazione. Un compito da far tremare le vene ai polsi».
Da qui l’appello pubblico: «propongo pertanto un patto fra gentiluomini. decidiamo di ridurre al minimo la fase di commissariamento e torniamo alle urne».

«SONO TUTTI SCHETTINO»
E questa mattina Cialente è tornato a scrivere di nuovo su Facebook spiegando di essere stato avvicinato da alcuni cittadini nel corso del fine settimana e qualcuno gli avrebbe chiesto spiegazioni sulla necessità di lavare i panni sporchi in pubblico.
«Credo che oggi non vi sia più spazio per i vecchi riti della politica, adusa a tenere una rappresentazione sul palcoscenico molto diversa da quello che accade oltre le quinte», spiega Cialente. «Si parla tanto di trasparenza. Per me la trasparenza comincia anzitutto dalla chiarezza e conoscenza da parte di tutti, dei comportamenti dei decisori. E questa trasparenza deve riguardare i cosiddetti politici, ma anche coloro che comunque vogliono partecipare della cosa pubblica. Basta con i vizi privati e le pubbliche virtù.
PS sono indignato da quanto sta accadendo nella politica nazionale, soprattutto nel Pd. Ho netta la sensazione che questi siano tutti degli Schettino. La nave affonda, loro pensano ad altro. Che pena».

DE MATTEIS: «ENNESSIMA FIGURACCIA»
«Pensavamo che con la passata legislatura la pantomima delle annunciate dimissioni fosse storia ormai conclusa. Putroppo non c'è limite all'indecenza politica. E dopo l'ennesima fuiguraccia rimediata in Consiglio comunale, a causa di una maggioranza mai esistita dal rinnovo della legislatura a oggi, il Sindaco Cialente, ancora una volta Capitan Fracassa, annuncia sconquassi e dmissioni», commenta il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis. «Se avesse coraggio, cosa di cui dubito, si dimettesse sul serio: tanto sa bene di avere 20 giorni per ripensarci. E apra davvero una verifica sulla sua inconsistente maggioranza. Questo ridicolo comportamento, fatto di annunci, di carriole, di bandiere strappate e di fasce tricolore restituite, ha trasformato la nostra città in uno zimbello. In un sussulto di dignità, anche qui ho i miei dubbi, Cialente si dimetta sul serio e allora vedremo se la sua maggioranza, o presunta tale, sarà in grado di avere un fremito di interesse per la città. Altrimenti faccia quello che ha sempre annunciato e mai fatto: se ne vada a casa comunque e magari lasci alla città la possibilità di scegliere il proprio futuro fuori dalle sue contorte logiche e dalla cappa opprimente del suo partito».

MAGLIOCCO: «INQUIETANTE»
«Le affermazioni di Cialente sono inquietanti nella forma e allucinanti nella sostanza», commenta invece Magliocco (Pdl). «Denuncia un clima che appare il meno idoneo per una città che vuole rinascere, un clima che sta traformando una tragedia in una farsa e questo la dice lunga su tutti i problemi irrisolti negli ultimi mesi. Al netto di un attacco a chi ha governato precedentemente tanto strumentale quanto risibile, la foto è quella di una maggioranza a pezzi che non offre nessuna prospettiva alla nostra città. È evidente che non si può andare avanti di ricatto in ricatto nè ci si può autoassolvere con uno sfogo su un social network, nè si può pensare ad una ricomposizione evocando una riunione del PD che dovrebbe mediare
sull'inconciliabile».