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Mense scolastiche Francavilla, addio tariffa unica «per una maggiore equità»

Cinque fasce diverse a seconda del reddito

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Mense scolastiche Francavilla, addio tariffa unica «per una maggiore equità»




FRANCAVILLA AL MARE. Il Comune di Francavilla al Mare, con delibera di Giunta n. 258 del 5 settembre 2013, introduce una sostanziale novità per calcolare quanto costa alle famiglie il servizio di ristorazione scolastica che, ogni giorno, garantisce il pasto a migliaia di piccoli studenti.
Per il servizio mensa, che partirà il 30 settembre prossimo, per la prima volta la tariffa unica sarà sostituita da cinque diverse tariffe a scaglioni per garantire una maggiore equità che tenga conto della condizione economica della famiglia interessata .
«La mancanza della suddivisione delle tariffe in fasce Isee non ha mai consentito di graduare il contributo a carico dei genitori in modo proporzionale alle effettive possibilità economiche della famiglia», spiegano il sindaco, Antonio Lucani, e l’assessore all’Istruzione, Francesca Buttari, motivano la scelta di cambiare i parametri per la tariffazione. Il nuovo sistema, infatti, oltre a contribuire al progressivo processo di risanamento del bilancio dell’Ente, consentirà di andare incontro alla crescente difficoltà delle famiglie a sostenere il costo del servizio di refezione nei casi, molto frequenti, dei nuclei familiari con redditi bassi e più figli. Il nuovo metodo di calcolo delle tariffe prevede, infatti, una riduzione del 20% per il secondo figlio, del 30% per il terzo figlio e l’esenzione totale per il quarto. L’esenzione totale è prevista anche per i casi di disabilità grave certificata ai sensi della legge 104/92.
Il nuovo schema è il seguente. Per la fascia di famiglie con un Isee fino a 5 mila euro non cambia nulla: l'importo rimane di 3 euro a pasto. Il secondo scaglione arriva a 10 mila e l'importo previsto è di 3,30 euro. Sale a 3,70 euro per le famiglie con Isee fino a 15 mila euro e a 4,20 euro fino a 20 mila euro. Sopra questa soglia la cifra è pari al costo del pasto, oggi di 4,80 euro.
Per i nuclei familiari in situazioni di grave difficoltà, così come gli scorsi anni ma limitatamente alle disponibilità economiche, è prevista la distribuzione di buoni pasto gratuiti.
«Le esigenze che abbiamo dovuto comporre sono tante, risanamento economico dell'Ente, abbassamenti dei costi, servizi e attenzione alla fasce più deboli - concludono il sindaco e l’assessore Buttari - ma riteniamo di avere raggiunto un buon risultato in uno degli anni più terribili per le Amministrazioni locali tra tagli e mancanza di lavoro. Molti Comuni hanno persino sospeso il servizio mensa perché impossibilitati a sostenere i costi. Noi, al contrario, continuiamo a dare massima attenzione alla scuola sia con i servizi sia con l'assistenza costante nella manutenzione delle strutture scolastiche».