POLITICA E SVILUPPO

Pescara, torna in aula delibera Decreto Sviluppo, 20 pregiudiziali della minoranza

Antonelli: «misure utili per contrastare la crisi»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2486

Mascia e Antonelli

Mascia e Antonelli


PESCARA. Ieri nel corso del Consiglio Comunale l’assessore Marcello Antonelli ha presentato la delibera sul Decreto Sviluppo.
Dopo la presentazione dei documenti, però, i lavori sono stati sospesi perché la minoranza ha presentato 20 pregiudiziali. Dunque la discussione riprenderà mercoledì prossimo, 11 settembre, alle 16, utilizzando i giorni a disposizione per esaminare le contestazioni mosse.
La delibera di Consiglio fa seguito alla legge regionale del luglio 2011 «nata innanzitutto», sostiene Antonelli, «dalla consapevolezza istituzionale di dover individuare misure utili per contrastare la crisi che oggi investe il settore dell’edilizia». Dopo l’emanazione del Decreto Sviluppo molti Comuni sono rimasti congelati non avendo l’esatta contezza dell’applicazione della misura legislativa stessa. E nel frattempo nei mesi scorsi è sempre cresciuto l’allarme, soprattutto di sindacati e associazioni di categoria: duemila posti di lavori persi a Pescara negli ultimi due anni nel settore edilizio secondo la Cisl; addirittura 10mila i posti di lavoro persi nel 2011 secondo la Cgil sull’intero Abruzzo.
«Il cardine vincente del dispositivo», spiega ancora Antonelli, «è la certezza su quali sono le modalità e i criteri da seguire per ristrutturare, riutilizzando l’esistente senza incrementare il consumo del territorio e prevedendo in tal senso una minima premialità. Tale procedura garantisce anche la riqualificazione del territorio con l’eliminazione delle strutture di degrado, e fornisce anche al Consiglio comunale i criteri da seguire per concedere eventuali cambi di destinazione d’uso».
Il Decreto prevede inoltre che tutti i cambi di destinazione d’uso siano monetizzati, il che significa un nuovo flusso economico nelle casse dell’Ente pubblico ed ogni cambio di destinazione d’uso dovrà comunque passare all’esame del Consiglio comunale che manterrà il proprio ruolo di disciplina del territorio.