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Box del sesso, Confesercenti contro Di Mattia: «ora parli di cose serie»

Pd con il sindaco: «insieme a lui in questa battaglia»

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Attilio Di Mattia

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MONTESILVANO. «L’area metropolitana di Pescara è sepolta da mille problemi. Ci auguriamo che terminata l’estate si torni a parlare di cose molto più serie dei box del sesso».
E’ chiaro il direttore provinciale di Confesercenti Pescara Gianni Taucci che ritorna sul caso più discusso dell’estate ad un giorno dalla trasmissione di Canale 5 dove il sindaco Di Mattia è andato a promuovere il referendum per riaprire le case chiuse.
«Città come Montesilvano non possono permettersi il lusso di trascorrere una intera estate dietro discussioni assolutamente inutili – sottolinea Taucci – perché la prostituzione non è libera dalla schiavitù e dallo sfruttamento, ed è invece libera dal pagamento delle tasse: finché resta questa condizione, ragionare su interventi pubblici vuol dire assistere la criminalità. Piuttosto, sindaco e consiglieri riaprano una discussione seria attorno al Pp1 senza subire le decisioni assunte dai costruttori: occorre coraggio, perché si tratta di disegnare il futuro urbanistico ed economico della città. Montesilvano non ha bisogno di un centro commerciale con 3 mila metri quadrati che diventeranno un muro fra corso Strasburgo e l’attuale centro cittadino. A quel punto, sarebbe più vantaggioso per la città adibire la volumetria a edilizia residenziale con portici destinati alle attività commerciali di vicinato. Questa è la sfida alla quale siamo chiamati, ed alla quale occorre dare risposte rapide. Non si perda altro tempo dietro a ragionamenti vuoti e che servono solo per accendere qualche riflettore, perché mentre tutti erano concentrati sui box del sesso, l’immagine turistica di Montesilvano era compromessa da un marciapiede lato monti che per tutta l’estate è stato lasciato nel degrado più totale. Alle istituzioni – conclude Taucci – chiediamo di essere seri».


Ma sulla questione delle prostitute torna tutto il gruppo consiliare del Pd, partito di riferimento del primo cittadino dopo l’addio all’Italia dei Valori, che respinge la richiesta di dimissioni del sindaco avanzata da Manola Musa (Pdl): «la richiesta ormai arriva ogni due giorni e svela tutta la pochezza di contenuti per contributi propositivi che, invece, ci saremmo aspettati per risolvere un problema tanto complesso quanto sentito dai cittadini di Montesilvano».
Il Pd punta il dito contro «il fallimento della precedente amministrazione comunale» nell’affrontare questo problema: «le oltre 400 multe disposte nei confronti delle prostitute non solo non hanno ridotto il fenomeno, ma di esse non ne risultarono pagate nemmeno una, a fronte di un impiego di forze dell’ordine e di risorse comunali non indifferente. Una constatazione che il sindaco Di Mattia, senza strumentalizzazioni politiche inopportune data la rilevanza del problema, ha valutato come una opportunità per partire con una riflessione concreta e reale e per individuare una strada percorribile per risolvere il problema: quello della indizione di un referendum per l’abrogazione parziale della legge Merlin».
Il Pd assicura di essere accanto al sindaco: «ribadiamo il nostro impegno per la raccolta firme a sostegno del referendum, rilanciando allo stesso tempo massima collaborazione con tutte le associazioni del territorio che si battono per offrire una via di uscita a quelle donne vittime di sfruttamento e violenza».