POLITICA

Scandalo D’Agostino, poteri straordinari alla Commissione di Garanzia

Come veniva assegnati gli alloggi popolari?

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Scandalo D’Agostino, poteri straordinari alla Commissione di Garanzia




CHIETI. Il caso dell’arresto dell’ex assessore comunale Ivo D’Agostino accusato di aver chiesto prestazioni sessuali in cambio di alloggi popolari fa ancora discutere.
Il Pd e parte della minoranza nelle scorse settimane hanno richiesto un Consiglio Comunale straordinario, presentando una mozione che proponeva sostanzialmente l’istituzione di una Commissione Speciale d’Indagine, oltre a quella di Garanzia e Controllo già esistente, con il compito di far chiarezza sull’assegnazione delle case popolari negli ultimi anni. Durante il Consiglio Straordinario celebratosi il 26 agosto, il centrodestra aveva proposto, con un ordine del giorno alternativo e per evitare tra l’altro inutili sprechi economici, che venissero ampliati i poteri della Commissione di Garanzia e Controllo, che già dal 9 agosto aveva mosso i primi passi in tal senso.
Dopo qualche ora di confronto serrato, sfociato in momenti di scontri verbali, si è arrivati alla decisione, avvalorata anche dalle dichiarazioni del sindaco Di Primio, di condividere la mozione del Pd, ritirando, dunque, l’ordine del giorno del centrodestra in cui si chiedeva di ampliare i poteri della Commissione di Garanzia e Controllo, così come previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale, e di portare avanti l’istituzione di una ennesima Commissione.
Il giorno dopo, nel corso della riunione della Conferenza dei Capigruppo è avvenuto esattamente il contrario di quanto approvato in Consiglio Comunale, ritornando, sostanzialmente, alla proposta contenuta nell’ordine del giorno della maggioranza.


Ieri piccolo passo avanti quando il Consiglio comunale straordinario ha deliberato poteri speciali di indagine in capo alla Commissione che dovrà far luce su come venissero effettivamente distribuite le abitazioni riservate ai meno abbienti.
Nei giorni scorsi non sono mancate contestazioni da parte di Emiliano Vitale, vice-capogruppo del Pdl, « tutto è avvenuto sullo sfondo di opinabili comportamenti di alcune parti politiche che, di fatto, si sono cimentate in rappresentazioni teatrali mal riuscite; recite di brutte copie di supereroi, di controfigure di templari, parodie di filosofi politici navigati, senza tener conto dei soliti azzeccagarbugli e yuppie d’assalto di quart’ordine».
Vitale chiede a cosa sia servita la discussione e la votazione unanime in Consiglio Comunale. «Cosa dire, poi, delle dichiarazioni trionfalistiche del Pd che parlavano di vittoria politica storica per una vicenda così delicata, di fatto confutate il giorno dopo nella conferenza dei capigruppo. Il dolore riferito dal Sindaco per questa vicenda, personalmente si tramuta in rabbia, giacché oltre all’eventuale “danno” subito dalle vittime, ora si affianca per esse anche la “beffa” di essere strumentalizzate nonché lo spreco economico per la città di Consigli Comunali e riunioni di capogruppo conseguente a tali decisioni».