POLITICA E MISTERI

Cialente contro certi imprenditori e la «sguaiata mafiosità aquilana»

Magliocco (Pdl): «la procura indaghi sulle parole del primo cittadino»

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Cialente contro certi imprenditori e la «sguaiata mafiosità aquilana»




L’AQUILA. Il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente ha affidato a Facebook la sua contestazione contro alcuni imprenditori accusati di essere stati «più imprenditori di altri» e aver fatto «il bello e il cattivo tempo» grazie a «complicità politiche e dei funzionari».
Il primo cittadino parla di «strani documenti che escono all’improvviso con un timbro visto arrivare ma senza firma e protocollo», di «pratiche che giacciono per anni nei cassetti, per poi magari avere strane accelerazioni o viceversa restare sempre al palo».
Denuncia, insomma, tutti: politici, funzionari, imprenditori e parla addirittura dell’esistenza di una «piccola e sguaiata mafiosità aquilana» così come già detto in passato.
Cialente spiega che quando è arrivato lui si sono cominciate a recuperare tante pratiche ritrovate «ad esempio nascoste in alcuni armadi» poi è arrivato il terremoto e la situazione non è migliorata.
Il primo cittadino denuncia che «qualcuno ha rifatto il furbo, aprendo locali dove non poteva, peraltro a prezzi vergognosi per i poveri commercianti senza più la loro vecchia sede. Oggi abbiamo ricominciato il lavoro avviato nel 2008. Lavoro complicatissimo, perchè ricostruire certe vicende ha dell'allucinante. Qundo sarà possibile cercherò di pubblicare certi atti. Per capire cosa è stata L'Aquila in certi anni», annuncia.
Ma Cialente racconta anche l’ostruzionismo di alcuni imprenditori che non avrebbero accettato le nuove regole: «pensano ancora di poter dettare regole, imporre scelte, giocare con atti di forza, giocare una strana carambola tra ricorsi e sospensive, DIA e SCIA e così di seguito. Forse perchè pensano di poter ricattare qualcuno negli uffici, di godere ancora di qualche complicità, che peraltro , pur volendo escludere a priori, stiamo indagando? Si compiono anche atti di prepotenza, per la serie vi metto davanti al fatto compiuto, provate a fermarmi. Questi signori devono capire che adesso è finita. Questo gioco non si fa più qui a L'Aquila».

L’AGGRESSIONE IN FARMACIA
Cialente non si ferma e racconta di uno di questi atti di prepotenza, vissuto in prima persona solo qualche ora prima: «andando in farmacia, assisto ad uno di questi atti di prepotenza e sfida al comune. Un vero e proprio reato. Chiamo i vigili. L'imprenditore minaccia i vigili, mi ricaccia strane sentenze del TAR e poi chiama la sua stampa, che monta il caso di un sindaco malato di mente, che la moglie può curare (lanciando un altro segnale mafioso sul lavoro di mia moglie), Sindaco sboccato perchè matto, minaccia i vigili che compiono il loro dovere ecc. ecc..
Scrivo questo post solo per rassicurare i cittadini perbene che sono in discrete condizioni psicofisiche, abbastanza sano di mente, ma comunque abbastanza lucido per assicurare che in questa città torneranno le regole ed il loro rispetto».

«AFFERMAZIONI GRAVISSIME»
Per Alfonso Magliocco, coordinatore provinciale Pdl L’Aquila Cialente avrebbe scritto «gravi esternazioni» e «sono evidenti così come sono evidenti i risvolti giuridici delle sue dichiarazioni. Se, infatti, tali fatti da lui descritti sono corrispondenti alla verità, allora era suo preciso obbligo quello di denunciarli alla magistratura competente e non, semplicemente, affidarli ad un social network, così come era compito degli organi del Comune controllare e sanzionare eventuali comportamenti illeciti. Non si può sostenere che “nel post sisma addirittura, qualcuno ha rifatto il furbo” autoassolvendosi rispetto ad un preciso dovere di controllo che la legge affida agli uffici del Comune che lui governa. Così come il sostenere che “quando sarà possibile cercherò di pubblicare certi atti” evidenzia una condotta omissiva da parte di Cialente altrettanto grave. Tali atti, se esistenti, andavano immediatamente trasmessi agli organi competenti. Ugualmente palesi sono i risvolti giuridici qualora, viceversa, i fatti descritti dovessero risultare soltanto “fantasie”».
Magliocco chiede alla Procura della Repubblica dell’Aquila di sentire il sindaco Cialente per verificare se quanto da lui dichiarato corrisponde a verità e di verificare, qualora tali fatti vengano accertati, oltre alle responsabilità dirette anche l’esistenza di condotte omissive illecite da parte dello stesso sindaco dell’Aquila.