POLITICA E URBANISTICA

Pescara, è guerra sull’edilizia: «Comune pronto alla gigantesca operazione speculativa»

Il consigliere Maurizio Acerbo all’attacco

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Maurizio Acerbo

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PESCARA. «L’estate pare non aver favorito nessun ravvedimento: il duo Antonelli e Sospiri – oltre alla famigerata delibera del progetto “3 gemme” – ripropone anche la delibera attuativa della sciagurata legge regionale 49/2012 approvata sotto dettatura dei grandi costruttori pescaresi».
Rifondazione Comunista affila nuovamente le armi in vista del Consiglio comunale che si terrà oggi.
Maurizio Acerbo torna dunque a scagliarsi contro «la peggiore legge regionale approvata in Italia dopo il “decreto sviluppo” di Berlusconi» e ricorda che «da mesi» si tenta di dare il via alla «più gigantesca operazione speculativa degli ultimi venti anni. Infatti come accadeva negli anni sessanta si tornerà a costruire senza standard urbanistici (verde, parcheggi, ecc.). Un proliferare di scempi edilizi».
«La delibera» che verrà riproposta nelle prossime ore, insiste l’esponente di opposizione, «spalma su quasi tutto il territorio cittadino i premi di cubatura fino al 50% previsti nella legge regionale. Si consente di fare queste operazioni di demo-ricostruzione persino nelle strade della città con maggiore densità edilizia e mancanza di parcheggi e verde. Al posto di casette o palazzine potranno sorgere palazzoni senza nemmeno dover cedere le aree per gli standard. Persino nelle sottozone B2 dove c’è già un indice territoriale di più di 11 mc/mq».


Secondo Acerbo lo scopo non sarebbe quello di riqualificare aree degradate («che altrimenti le premialità sarebbero localizzate in periferia per favorire investimenti in aree meno appetibili sul mercato immobiliare») ma di favorire i «soliti noti big del mattone».
«Consentire ai costruttori di aumentare i volumi esistenti del 50% in una città ingolfata e senza parcheggi e verde è da irresponsabili», va avanti il consigliere di Rc.
«Consentire che questi mostri edilizi non debbano rispettare distanze e altezze fissate dal PRG significa che gli edifici cresceranno in volume e altezza senza dover arretrare e cedere spazio. Praticamente gli edifici vicini saranno soffocati dai nuovi mostri deprezzando il valore degli immobili di tante famiglie. Roba da speculazione anni sessanta La monetizzazione prevede che invece di cedere gli standard di verde, parcheggi, servizi i privati potranno pagare il Comune. Insomma aumenterà ulteriormente il carico urbanistico ma senza cedere aree ad uso pubblico. Pescara non ha certo bisogno di premi di cubatura del 50% visto che sono migliaia gli appartamenti invenduti, sfitti e non occupati. Pescara ha bisogno di verde, marciapiedi, strade, parcheggi, piste ciclabili, spazi pubblici, non di nuovi palazzoni».
Acerbo sostiene che questa pioggia di premi di volumetria costituisca non solo un regalo alla rendita ma anche una cospicua mancata entrata per le casse comunali.
«Per ottenere premi di volumetria», spiega il consigliere, «cambi di destinazione d’uso e altre deroghe al PRG i costruttori con gli accordi di programma dovrebbero pagare al Comune un corrispettivo corrispondente al 45% del maggior utile che andranno a realizzare. Invece grazie a Sospiri e Antonelli il tutto lo riceveranno gratis mentre i cittadini comuni subiscono il peso della tassazione. Nessuna regione seria ha approvato una legge regionale del genere e il Consiglio Comunale ha il dovere di limitarne l’applicazione. I premi del 20% già automaticamente concessi dalla legge regionale sono già eccessivi (basti pensare all’intervento che sta realizzando D’Andrea in via Tasso), non c’è bisogno di arrivare al 50%».