POLITICA E URBANISTICA

Pescara, Progetto Tre Gemme, il Consiglio comunale ci riprova tra polemiche e denunce

Pignoli: «Mambella in conflitto di interessi, si dimetta»

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PESCARA. Il progetto Tre Gemme dell’area dell’ex Consorzio Agrario, tra via del Circuito e via Monte Camicia, non riesce ad andare avanti in Consiglio comunale.
Oggi l’ennesimo tentativo (il numero 14) dopo quello fallito di venerdì scorso quando una nuova pioggia di emendamenti dell’opposizione ha paralizzato tutto. Il Pdl è furioso: «è vergognoso», denuncia Lorenzo Sospiri, «perché tutto ciò avviene sulle spalle dei cittadini-contribuenti perché una seduta del Consiglio comunale ha un costo».
E Sospiri si è scagliato anche contro l’Ufficio di Presidenza che ha avanzato una proposta inerente lo svolgimento dei lavori del Consiglio. «A fronte di un parere non unanime dell’Assemblea, per Regolamento, avrebbe dovuto chiedere la votazione da parte del Consiglio», denuncia Sospiri, «ma il presidente ha fatto una proposta al Consiglio comunale e, invece di tenerci per cinque ore in aula a non produrre nulla, invece di trincerarsi dietro le paroline ‘prassi’ e ‘consuetudine’, avrebbe potuto e dovuto sottoporre al voto la propria proposta. Al contrario ha istituito una prassi nuova, ovvero a fronte di un parere discorde dell’Assemblea, non si vota, non si procede più come nei quindici anni precedenti, una prassi nuova che è assolutamente inconcepibile e intollerabile, è la negazione delle regole».


Intanto l’opposizione chiede le dimissioni del consigliere comunale Marco Mambella (Pescara Futura) che si troverebbe in conflitto di interessi per un presunto legame professionale con la società Tre Gemme. «Credo che a questo punto sia doveroso, e anzi d'obbligo ritirare la delibera del TreGemme», spiega Massimiliano Pignoli (Fli), «visto che proprio grazie al voto di Mambella ( che avrebbe dovuto non votare e non essere presente in aula), sono state respinte le tre pregiudiziali che avevamo presentato noi consiglieri dell'opposizione. Chiediamo le dimissioni del consigliere Mambella e chiediamo a questo punto anche una presa di posizione del leader di Pescara Futura Masci che ha sempre sbandierato la serietà dei suoi assessori e consiglieri che, ha sempre sostenuto Masci, non avevano nulla da nascondere».
Ma Mabella si difende da solo: «Esercito la professione di architetto – ha chiarito il consigliere Mambella – ma certamente non sono il progettista di Tre Gemme che fa capo allo studio dell’architetto Mario D’Urbano. Né ho mai avuto rapporti con la stessa società né ne conosco la composizione. Nel 2011 ho avuto un incarico dalla società Renes Adriatica Srl, che riguardava un fabbricato situato in via Leopardi, una pratica aperta e chiusa due anni fa. Poi, qualche mese fa, gli uffici comunali hanno chiesto un’integrazione in sanatoria che, in qualità di architetto, ho presentato personalmente, sempre per conto della Renes e sempre per l’edificio di via Leopardi. Ma non basta: ho letto che il mio voto in Consiglio comunale nei giorni scorsi sarebbe stato decisivo per le sorti dell’intervento di Tre Gemme. Va allora sottolineato che sino a oggi il Consiglio non ha votato alcun atto deliberativo, ma neanche gli emendamenti inerenti Tre Gemme, visto che a malapena abbiamo espresso qualche voto sulle pregiudiziali del centro-sinistra. Dunque respingo qualunque tentativo inopportuno e maldestro di voler collegare il mio nome a quello della società Tre Gemme».