IL CONSIGLIO

Chieti, Consiglio comunale per un nuovo rapporto con la d’Annunzio

Opposizione critica: «è stata la maggioranza a dimenticare l’università»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1785

Chieti, Consiglio comunale per un nuovo rapporto con la d’Annunzio

 

 

 

CHIETI. Il consiglio comunale sui rapporti tra Chieti e la d’Annunzio si è concluso ieri con una reciproca dichiarazione di intenti sulla possibile ed auspicabile collaborazione tra i due Enti.

E così Umberto Di Primio, come sindaco, e Carmine Di Ilio, rettore dell’università e ospite al tavolo della Giunta comunale, hanno convenuto che serve una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale ai problemi degli studenti e dei docenti, mentre la d’Annunzio da parte sua dovrebbe condividere maggiormente le richieste della città.

 Il problema, dunque, non si ferma all’annosa richiesta di «far tornare sul colle almeno una facoltà per tentare di rivitalizzare il centro storico – ha sostenuto il sindaco – basterebbe far aprire la casa dello studente, dirottare in città il turismo convegni stico, incrementare la collaborazione in termini scientifici fra uffici del Comune e dipartimenti universitari, aggiungere servizi per i cittadini. Chieti vuole la sua università – ha concluso Di Primio - ma al tempo stesso ha bisogno di trasformare l’idea di città universitaria in concretezza, per cui mi aspetto un confronto con l’Ateneo per chiarire le dinamiche future di sviluppo e di crescita».

«Questo incontro, che comunque è politicamente positivo, sottolinea che in questi tre anni di legislatura l’amministrazione Di Primio non ha saputo instaurare un rapporto economico/culturale con l’Ente Università, che resta motore fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio – commenta Alessandro Giardinelli, Scelta civica - il rapporto, mai nato, si è fermato quando la riforma Gelmini sancì l’esclusione degli enti locali dal Cda delle università. Ma il fallimento della politica di collaborazione con l’Università è stato sia determinato da un’incapacità diplomatica di rapportarsi tra Enti sia dal fallimento del programma elettorale dell’amministrazione in cui era stato promesso molto per l’Università, ma ad oggi non si è realizzato niente. Vedi il nuovo Prg che doveva realizzare la facoltà di Architettura (chi l’ha visto?), vedi il naufragio della nomina del preside Bonetta nel CdA del Teatro, o il completamento del Campus di via dei Vestini che non c’è stato. Bene ripartire nella collaborazione, ma non basta un consiglio, serve un’autocritica più profonda».

Singolare poi la critica di Giampiero Riccardo, presidente dell’Associazione Zapping, che si domanda se è la d’Annunzio che deve aiutare Chieti e non viceversa: «In una città dal tessuto economico pressoché disfatto, il consiglio comunale si aggrappa nuovamente alla d’Annunzio nel tentativo di sottrarre Chieti alla canna del gas – commenta Riccardo - ma questa è una vera incognita, in un momento in cui si discute dell’opportunità di mantenere tre università in Abruzzo, a fronte di una diminuzione di iscritti.  Politica e Università devono dialogare, ma partendo da approcci diversi, sia in termini di ricerca di investimenti che razionalizzando l’organizzazione al proprio interno, ad esempio prendendo in seria considerazione l’idea di una federazione tra tutte e tre le università abruzzesi».

s. c.