POLITICA

Lanciano, patto ‘spartitorio’ tra Pupillo e alleati: «è una vendetta interna del Pd»

Malumori per possibile candidatura alle regionali di Valente

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2005

Lanciano, patto ‘spartitorio’ tra Pupillo e alleati: «è una vendetta interna del Pd»



LANCIANO. Il documento ‘spartitorio’ mostrato venerdì scorso da Fiorello Mastrocola (Progetto Nazionale) lo ha tirato fuori qualche ‘falco’ del Pd.
Lo annuncia lo stesso Mastriocola che, dopo aver lanciato la ‘bomba’, chiarisce anche le “origini” dell’ormai famoso documento, firmato il 20 maggio scorso dai candidati Mario Pupillo (oggi sindaco), Pino Valente (oggi vice sindaco), Donato Di Fonzo (oggi presidente del Consiglio).
I tre, alla vigilia del ballottaggio, avrebbero concordato i nomi da piazzare su alcune poltrone in caso di vittoria. Per oggi la maggioranza ha indetto una conferenza stampa nel corso della quale spiegherà la propria versione dei fatti. Intanto Pino Valente ha scritto sulla propria pagina Facebook: «sapere di essere diventato l'ossessione di alcuni pseudo politici locali mi inorgoglisce... da domani diventerò ancora più implacabile!»
Qualcuno sostiene che quello tirato fuori sia un ‘patto’ come tanti che si firmano in vista degli accordi elettorali, qualcuno dubita addirittura della sua autenticità. Ma Mastrocola assicura che è originale. E oggi svela anche da quale porta sarebbe uscito fuori.


«E’ un esponente di primo piano del Pd frentano ad averlo tirato fuori», racconta, «e proprio per il suo ruolo ha cercato un intermediario, non potendolo fare per ovvi motivi in prima persona. Questo intermediario si è rivolto a chi riteneva, a ragione, l’unico movimento che certamente non lo avrebbe insabbiato e lo ha consegnato a Progetto Nazionale. La motivazione che ha mosso il pdellino non è delle più nobili, ma questo a noi poco interessava, al massimo ci faceva amaramente sorridere».
Il tutto sarebbe nato, racconta ancora Mastrocola, per malumori in vista delle prossime regionali: i vertici del partito, non riuscendo ad individuare una candidatura spendibile sul territorio, stavano valutando l’ipotesi di un esterno: il vice sindaco Pino Valente, e qualcuno all’interno del partito stesso ha pensato a quel punto di far saltare il banco. 


«Si tutela l’interesse generale o l’interesse dei raggruppamenti politici?», si chiede Manlio D’Ortona (Pdl) «Questo è il rinnovamento? Questa è la protesta che diventa proposta? Questa è trasparenza? Questa è la “casa di vetro”? Questo è il cambiamento?»
Anche D’Ortona ammette che patti del genere tra novelli alleati se ne fanno ma in questo caso ci sarebbero sostanziali differenze con il passato: «questo patto è la negazione dichiarata a gran voce in campagna elettorale di qualunque accordo siglato, dai tre candidati sindaci apparentati, mistificando la verità e ingannando gli elettori. Per la Farmacia e la Fiera», continua D’Ortona, «è stato articolato un finto bando senza criteri per chiedere curriculum, sapendo a monte già a chi toccherà e come. Ingannando, quindi, i potenziali candidati e la cittadinanza tutta».