POLITICA E CEMENTO

Spoltore, Edilizia e accordi di programma. Febo: «Di Lorito non ha voltato pagina»

Capogruppo del Pdl critica la gestione comunale

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Spoltore, Edilizia e accordi di programma. Febo: «Di Lorito non ha voltato pagina»

Marina Febo




SPOLTORE. Nuovo Consiglio comunale a Spoltore e nuovo scontro del tipo muro contro muro.
L’incomunicabilità tra maggioranza di centrosinistra e opposizione sembra totale e dunque si viaggia solitamente a colpi di delibere passate a maggioranza e a bocciature delle proposte della minoranza.
Nell’ultimo Consiglio lo scontro più duro ha avuto come campo «la realizzazione di interventi di riqualificazione urbana e manutenzione straordinaria e ordinaria in rapporto pubblico-privato» e la mozione di minoranza sul progetto Alan-Dado.
Secondo il capogruppo del Pdl, Marina Febo, sarebbe necessario rivedere regole e metodi che regolano i rapporti tra Comune e privati sia per non commettere gli stessi errori del passato sia per adeguarsi ai tempi di crisi che viviamo.
«La cattiva gestione del rapporto pubblico-privato rappresenta uno dei mali peggiori che impediscono un sano sviluppo dei nostri territori», dice Febo, «a farne le spese sono gli interessi pubblici sviliti e affievoliti di fronte a logiche lontane dal bene comune. Questo purtroppo vale anche per il Comune di Spoltore, come testimoniano le vicende del passato e, in particolare, la nota questione Arca, il mancato completamento della scuola di S. Teresa e il Mammuth. Sono consigliere comunale da un anno, sono slegata da qualsiasi logica del passato e, con la massima libertà di giudizio, mi permetto di affermare che quel modo di fare politica è stato un vero fallimento. Ne sono la prova l’assenza o la mancata fruibilità di importanti opere, il grande dispendio di risorse pubbliche e la non individuazione dei responsabili di questi enormi danni ai cittadini e a Spoltore. Un cambio di rotta dovrebbe, quindi, partire da chi amministra ma per ora non si è visto».
Sull’accordo di programma Alan-Dado il progetto prevede la realizzazione di un complesso produttivo, artigianale e di logistica in località S. Teresa, adottato nel 2009 dal Consiglio comunale e «di recente modificato inspiegabilmente e in senso peggiorativo dalla Giunta Di Lorito», dice Febo.
Le due società potranno costruire opere a carattere privato e, in cambio, si impegnano a realizzare un’area di verde pubblico di 11 mila metri quadrati, oltre ad altre opere di urbanizzazione primaria (strade, rotatorie, fogne e illuminazione).
Il problema però sono le garanzie, proprio come è accaduto sull’accordo con l’Arca.


«Per evitare gli errori già commessi nel passato», ha spiegato Febo, «abbiamo richiesto che “il verde pubblico” sia realizzato contestualmente ai manufatti di tipo privato e che i certificati di agibilità siano concessi solo dopo che siano ultimate e collaudate le opere pubbliche. Inoltre, sul collaudo finale (che nel caso Arca dopo 12 anni stiamo ancora aspettando che venga concluso), abbiamo evidenziato come la scelta operata di recente dalla Giunta di una “terna di collaudatori”, di cui due “nominati e pagati” dal privato e uno “nominato e non pagato” dal Comune non assicurasse la giusta tutela degli interessi pubblici in gioco. Sulla polizza fideiussoria che le società devono fornire, a garanzia delle opere pubbliche da realizzare, abbiamo richiesto di imporre un controllo da parte del responsabile comunale che firmerà la Convenzione dal notaio e un monitoraggio attento da parte dell’amministrazione. La nota fideiussione dell’Arca, rivelatasi insussistente e rilasciata da una società discutibile che poi è anche fallita prima del tempo e la mancata punizione dei responsabili comunali che non hanno controllato ci dovrebbe imporre un cambio di rotta che, però, la Giunta Di Lorito non vuole perseguire. Infine, abbiamo richiesto il coinvolgimento del Consiglio comunale su queste scelte che impattano notevolmente sul territorio e incidono sulla vita dei cittadini e che invece sono state rivendicate in via esclusiva dalla Giunta. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: tutte le nostre proposte su questi temi sono state rigettate».
In compenso però il Consiglio comunale ha varato la nuova disciplina per la realizzazione di ‘dehors’, strutture temporanee di completamento agli esercizi commerciali
«Approvare un regolamento che disciplina l’arredo urbano era necessario per rispondere alle esigenze dei titolari dei vari esercizi commerciali che operano sul territorio e per rendere più accogliente la nostra città», ha aggiunto il sindaco Luciano Di Lorito.