GIOCHI PERICOLOSI

Gioco d’azzardo legalizzato: la Provincia di Teramo dice no

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Gioco d’azzardo legalizzato: la Provincia di Teramo dice no


TERAMO. Maggioranza e minoranza, insieme, per contrastare il dilagare del gioco d’azzardo legalizzato. Due gli ordini del giorno sull’argomento, uno presentato dai consiglieri Luca Corona e Flaviano Montebello e l’altro a firma di Robert Verrocchio e Renzo Di Sabatino. Il Consiglio ha deciso di votarli tutti e due (con la sola astensione della consigliera Rosanna Di Liberatore).
Gli ordini del giorno saranno inviati al Presidente della Repubblica e al Ministro degli Interni per chiedere l’applicazione di misure restrittive nei confronti del gioco d’azzardo “legalizzato” e prevenire il gioco patologico che sta creando enormi danni sociali e patologici: slot machine, gratta e vinci, etc. etc. spesso accessibili anche ai minori.
I consiglieri (Pdl) Flaviano Montebello e Luca Corona scrivono: «Siamo di fronte ad una nuova malattia sociale genera violenti fenomeni di disgregazione familiare e di impoverimento totale, a causa dei debiti contratti, piaga che genera un aumento esponenziale del rischio di cadere nel gravissimo fenomeno dell’usura ed a patologiche dipendenze, a separazioni, all’allontanamento di minori ed anche, purtroppo, a fenomeni drammatici, come il suicidio».
Nell’ordine del giorno dei consiglieri del PD, Verrocchio e Di Sabatino, si propone di “aprire un tavolo provinciale composto da tutti i Comuni….invitandoli ad aderire al Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” manifesto al quale hanno aderito 184 amministrazioni in Italia. 


Il Consiglio provinciale, quindi,  chiederà al Governo che vengano applicate misure restrittive per rendere «impossibile l’accesso da parte dei minori ai gratta e vinci piuttosto che al gioco d’azzardo ed alle slot machine e ai giochi on line» in secondo luogo, i consiglieri chiedono che venga reso attuativo il «decreto legge 158 del 2012 perché ad oggi gli enti locali non sono legittimati all’adozione di provvedimenti che disciplinano la materia essendo la stessa da considerarsi di competenza esclusiva dello Stato centrale» mentre «sarebbe assolutamente necessario integrare le disposizioni contenute nel decreto legge e inserire, una specifica disciplina in ordine alle distanze minime di locali adibiti al gioco rispetto alle scuole, per esempio, in ordine agli orari di apertura di tali attività e, altrettanto necessario è demandare agli enti locali la possibilità di interventi concreti con specifiche regolamentazioni».


«Nel 2012 – dichiara il consigliere Luca Corona – la provincia teramana è risultata terza in Italia per patologie di ludopatia con una media pro-capite di gioco di 1.820 euro l’anno; la prima è la Regione Campania con 1840 euro. Una situazione che non va sottovalutata e che merita l’attenzione delle istituzioni. Noi pensiamo di dar vita ad una serie di iniziative di sensibilizzazione per far comprendere meglio ai cittadini i rischi che si corrono ma anche e soprattutto far comprendere che da questa mania compulsava i può guarire grazie a professionisti e strutture che se ne occupano anche nel nostro territorio. A Teramo un lavoro in questo senso lo svolgono il Sert e la comunità di Campli Mondo Nuovo.  Seguendo l’esempio di altre esperienze che si stanno realizzando in Italia, inviteremo i Sindaci, il presidente della Provincia e anche il Governatore a girare uno spot di sensibilizzazione rivolto ai cittadini abruzzesi per metterli in guardia contro i rischi della ludopatia. Chiederemo la collaborazione delle televisioni locali per dargli ampia diffusione».