SANITA'

Ricorso per l’ospedale di Tagliacozzo: «il Comune è arrivato tardi, sindaco si dimetta»

Denuncia del consigliere di maggioranza ma il sindaco smentisce

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2597

TAGLIACOZZO




TAGLIACOZZO. «La prova del nove circa l’assoluta mancanza di interesse per il nostro ospedale, da parte del sindaco, è l’ordinanza della Corte Costituzionale n. 173 del 4 luglio 2013».
Ne è certo consigliere comunale di Maggioranza Alfonso Gargano che attacca il primo cittadino e ricorda la mancata costituzione da parte del Comune nel giudizio dinanzi al Tar Abruzzo, in difesa del pronto soccorso, per scongiurare il ridimensionamento dello stesso e dei servizi annessi.
Quel ricorso (n. 238 del 2012) fu poi promosso dal Comitato pro ospedale: arrivò il sì del Tar e oggi il pronto soccorso è ancora lì.
Oggi sempre Gargano ricorda che dopo una sua interrogazione in Consiglio il sindaco disse che il legale «si stava interessando al ricorso in questione, avendo assicurazione che, comunque, si stava procedendo e tutelando della difesa del nostro mosocomio, sono state sufficienti le assicurazioni ricevute».
«Come si legge nell’ordinanza della Corte costituzionale», protesta il consigliere, «la costituzione in giudizio del Comune è stata rispedita al mittente perché «effettuata con atto depositato in data 5 aprile 2013, e, quindi, oltre il termine…».


«Infatti, la delibera di giunta con cui si è decisa la costituzione in giudizio, se ben ricordo, fu adottata solamente a fine Marzo 2013, quindi tardivamente», va avanti l’esponente della maggioranza. «La Corte, fortunatamente, prende in considerazione solo le osservazioni del Tar Abruzzo, rimettente, e del presidente del Consiglio dei Ministri, intervenuto nel giudizio a mezzo dell’Avvocatura generale dello Stato».
«Il sindaco», insiste Gargano, «arrivati a questo punto, dovrebbe solo rimettere il suo mandato, per non aver nemmeno tentato di tutelare l’Ospedale; parlo, come sopra dimostrato, con carte alla mano, le mie non sono solo chiacchiere. La salute è un diritto sancito nella nostra Costituzione e lui doveva essere il primo a farlo tutelare, ma purtroppo i fatti dicono e dimostrano il contrario. Il sindaco, invece di attaccare sempre con toni arroganti, di frequente utilizzati, tipo: “meschini giochetti, strumentalizzazioni varie, sterili demagogie politichesi”, spieghi al popolo sovrano perché questa volta si è costituito in ritardo, facendo fare una pessima figura all’intero Comune».