POLITICA DELLE POLTRONE

Azienda speciale Montesilvano, Pdl: «ricomincia valzer di poltrone»

«Basta l’amministratore unico»

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MONTESILVANO. «Basta assegnazioni di poltrone, se Di Mattia vuole veramente bene alla città non nomini il cda dell’Azienda speciale»
L’accorato appello lo lancia la capogruppo del Pdl, Manola Musa, che sente in sottofondo alzarsi la musica del famoso valzer di poltrone. Dopo le dimissioni delle scorse settimane pare arrivata l’ora di designare i sostituti sebbene a maggio proprio il primo cittadino avesse detto ai suoi: «basta cda sì al commissariamento».
«Non ci stiamo a lasciar compiere un altro sperpero di denaro pubblico per la corsa dei soliti noti», continua la consigliera di minoranza. Ed è per questo che, all'ennesima «assurda» richiesta di un nominativo in quota minoranza, inoltrata dal sindaco per il cda dell'Azienda speciale, il Pdl ha ritenuto di rispondere con un rifiuto «indignato quanto categorico», lo definisce la Musa. 

Anche perché ad aprile scorso, su proposta dell'allora assessore Anthony Aliano (poi uscito dalla giunta a seguito di un durissimo scontro con il sindaco con tanto di denuncia in Procura) qualcosa era successo.
Suffragato dal parere favorevole del Dirigente di settore, i consiglieri hanno liquidato - positivamente - in Commissione Statuto, una delibera che, in ottemperanza del dettato sancito dal legislatore con la "spendig review", contemplava la riduzione dei componenti del CdA dell'Ente strumentale, dagli originari cinque membri, ad un unico Amministratore, individuato per qualifica nella figura del Dirigente del Settore amministrativo, Bruno Terenzi.
«Quella delibera», ricorda oggi Musa, «la votammo con entusiasmo considerato che ci consentiva di tagliare costi inutili della politica, per poter destinare le risorse risparmiate alle tante famiglie in difficoltà. Ma Di Mattia, a quanto pare, crede per l'ennesima volta di poter accontentare la sete di poltrone - retribuite - che aleggia tra i membri della sua maggioranza inquieta, incurante delle difficoltà che tutti i giorni vivono le famiglie di Montesilvano».

Il Pdl chiede di tirare il freno: «ci risulta moralmente inaccettabile utilizzare in questo modo le poche risorse disponibili, se solo si pensa che questa amministrazione non riesce neppure a fornire risposte confortanti e meritevoli alle numerose richieste di famiglie in stato di difficoltà alle quali, tra l'altro, in questi giorni hanno provveduto al distacco dell'acqua potabile. Ci auguriamo che Di Mattia torni indietro sui suoi passi, e non nominando il cda dell'Azienda dimostri per la prima volta di occuparsi della nostra città».

PD: «MINORANZA CONFUSA»

Ma secondo Giovanni Pavone, capogruppo del Pd, la pozione assunta dalla minoranza sarebbe «confusa».

«All’inizio», ripercorre Pavone, «ha lamentato l’assenza nel C.d.A. di un rappresentante della minoranza, poi ha criticato l'operato di quel C.d.A., nominato “senza la rappresentanza della minoranza”. Poi ha boicottato l’ipotesi di una gestione dell’Azienda per il tramite di un “Amministratore Unico” con la motivazione che il sindaco avrebbe nominato in quel ruolo il capo di Gabinetto. Il gruppo di minoranza è riuscito perfino a criticare la decisione del sindaco di nominare un Commissario dopo le dimissioni del C.d.A. nonostante le rassicurazioni sul fatto che la gestione commissariale sarebbe stata assolutamente provvisoria. Ora si rifiuta di provvedere alle designazioni richieste formalmente dal sindaco per andare ad un nuovo C.d.A., e chiede di “stabilizzare” (ma come? ancora una volta il contrario di quanto affermato poco tempo prima?) il Commissario. Idee chiarissime, contraddizioni continue, fin troppo semplice per tutti, valutare e giudicare questo schizofrenico  andirivieni dialettico. Chissà se, confuso com'è, il gruppo di minoranza ricorda il “pateracchio” fatto con la designazione di cui alla delibera di Consiglio n. 161 del 19 ottobre 2010, sempre in relazione all’Azienda Speciale, quando approfittando di un’altra confusione, quella del sempre attento consigliere Di Stefano, con un colpo di mano riuscì a nominare in quota minoranza un componente designato dall'allora maggioranza, cioè da quegli stessi che ora vorrebbero ergersi a tutela della correttezza e del rispetto delle regole? I nostri amici attualmente in minoranza, oltre che essere confusi non saranno anche smemorati?»