IL CASO

Montesilvano. Donne in giunta, Rifondazione: «Di Mattia Pinocchio non rispetta i patti»

Le modifiche (promesse) allo Statuto non sono arrivate

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Montesilvano. Donne in giunta, Rifondazione: «Di Mattia Pinocchio non rispetta i patti»




MONTESILVANO. Il 22 aprile scorso Rifondazione Comunista ha annunciato il ricorso contro la Giunta tutta al maschile di Montesilvano.
Qualche giorno dopo la Consigliera di Parità, Letizia Marinelli, ha inviato una diffidava
al sindaco Pd con la richiesta di annullare i decreti di nomina degli assessori al fine di riequilibrare la giunta.
Alla scadenza dei quindici giorni, nonostante promesse e annunci , ancora un nulla di fatto. A giugno, come annunciato, il ricorso contro la Giunta di Mattia è stato presentato.
Il 21 giugno il sindaco Di Mattia e la consigliera Marinelli (espressione del Pdl) annunciano che pochi giorni dopo il 27 giugno 2012 lo statuto comunale di Montesilvano avrebbe recepito la legge 215/2012, con la promessa di un avvicendamento in giunte per ottobre, a ridosso delle elezioni regionali.
«Perché la consigliera di parità regionale si è prestata ad un patto che nella sostanza non prevedeva nessun ulteriore impegno per il sindaco Di Mattia oltre a quelli che egli stesso aveva già dichiarato e disatteso?», domandano gli esponenti di Rifondazione Comunista Amanda De Menna, Viola Arcuri, Paola Cianci, Corrado Di Sante e Michele Castellano.
Anche perché, come ampliamente previsto da Rifondazione, nonostante l’annuncio, nel consiglio comunale del 27 giugno scorso, per la seconda volta Di Mattia non ha rispettato i patti. 


Infatti la seduta del consiglio comunale per mancanza del numero legale è stata sciolta e lo statuto comunale non è stato modificato e quindi non è stata recepita la legge 215/2012. «Ben 5 erano i consiglieri assenti nelle fila della maggioranza transgenica che va dai “responsabili” di Sel e Pdci all’ Udc», fanno notare da Rifondazione, «entrambi partiti contorno del blocco monocolore Pd. Dov’era l’opposizione di centrodestra? Perché il Pdl non ha garantito il numero?»
«Senza questa modifica», domandano De Menna, Arcuri, Ciani, Di Sante e Castellano, «il sindaco pinocchio Di Mattia avrebbe potuto ugualmente riequilibrare la giunta? La risposta è senza dubbio sì, le norme in vigore e le sentenze permettono e impongono già, a prescindere dagli Statuti comunali, l’equilibrata presenza dei generi nelle giunte e nei consigli di amministrazione».


Per Rifondazione sarebbe chiara la volontà della giunta di Montesilvano di non portare donne in giunta: «alla prova dei fatti il Partito Democratico a Montesilvano e in Consiglio Regionale, come è accaduto con il voto segreto sulla doppia preferenza di genere, poi bocciata, volta le spalle alle donne. Inoltre lascia senza parole il silenzio “responsabile” della consigliera comunale Deborah Comardi di SEL e del suo partito a Montesilvano. È triste constatare che la consigliera di parità sia rimasta l’unica a credere alle promesse di Di Mattia. La consigliera avrebbe fatto meglio ad aggiungersi al ricorso curato dalla nostra compagna avvocatessa Paola Cianci del foro di Vasto e presentato dalla consigliera comunale Pdl Manola Musa e da Elisabetta Vespasiani cittadina e attivista dei movimenti sociali. Sarà la giustizia amministrativa a far rispettare un principio sacrosanto nel comune di Montesilvano».
Rifondazione Comunista presenterà nei consigli comunali in cui è presente delibere per recepire la Legge 215/2012 e modificare gli statuti sebbene anche senza previsione statutaria i sindaci hanno il dovere di nominare una giunta non monosessuata.