ACQUA ALLA GOLA

«La Ruzzo naviga a vista: c’è bisogno di più decisione da parte dei sindaci»

Di Marco: «comportarci come i proprietari»

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sindaco castellalto

Vincenzo Di Marco




TERAMO. La gestione della risorsa idrica e del servizio a Teramo non brilla come del resto in tutte le altre zone della regione.
La Ruzzo spa che gestisce l’erogazione attraversa un momento difficile dopo la scoperta di debiti e la riorganizzazione fatica ad arrivare. C’è dunque il rischio di interruzioni e malfunzionamenti legati anche al carico di lavoro degli addetti. Nelle scorse settimane la politica è rimasta impegnata a scrollarsi di dosso le responsabilità di una situazione che si trascina da tempo per diverse ragioni.
Il sindaco di Castellalto, Vincenzo Di Marco, invita i suoi colleghi primi cittadini ad essere più concreti e ricordando sempre la loro qualità di proprietari della società interamente pubblica partecipata appunto dai comuni del comprensorio teramano.
«Sul Ruzzo dobbiamo essere come sindaci più concreti e più rapidi e comportarci per quello che siamo realmente cioè i proprietari», dice Di Marco, «sulla depurazione sia delle aree interne che sugli impianti della costa sono troppe le voci contradditorie che si ricorrono aprendo a degli scenari critici già da lunedì mattina. Il personale tecnico dell’azienda destinato a tale servizi è sottoposto a duri carichi di lavoro e comunque va ringraziato per quello che sta facendo nel garantire con grossa fatica il normale funzionamento. Ma a questi ritmi quanto potrà resistere? Con la governance aziendale che naviga a vista c’è bisogno di qualcosa in più».
Dopo il fallimento della gestione targata centro-destra «abbiamo tutti convenuto che i sindaci tutti dovevano riprendere in mano la situazione».


Il bando per il nuovo CDA è stato appena approvato e per arrivare alla nomina probabilmente seguendo gli schemi classici occorrerà tutta l’estate.
Secondo il sindaco allora si deve «rompere con il passato e puntare su competenza e merito. Ribaltando il concetto che anche la gestione pubblica può e dovrà essere efficiente. In questa fase transitoria però va comunque fatto qualcosa. Allora come sindaci concretamente occupiamoci direttamente della società con una delegazione super partes che rappresenti tutti i comuni soci e che si interessi delle questioni gestionali della fornitura idrica e della depurazione».
«Tutti i giorni va incalzato quello che rimane del Cda», dice Di Marco, «sui problemi che vengono riferiti dal personale esterno che si sente abbandonato, fino alla nomina del nuovo. Come dire l’occhio del padrone che ingrassa il cavallo. Questo consentirebbe di affrontare in modo più energico la nuova fase e forse consentirebbe ai comuni proprietari di avere più informazioni funzionali alla formulazione dei nuovi indirizzi da dare ai nuovi amministratori da nominare. Io lunedì mattina sarò al Ruzzo per prendere informazioni e agire da proprietario se qualche collega sindaco vuole accompagnarmi sappia che il caffè è offerto».

Secondo il segretario provinciale del Pd, Robert Verrocchio, dopo il via libera da parte del Cda del Ruzzo del bando pubblico per la scelta dei nuovi amministratori, la pubblicazione del bando non deve essere visto come un traguardo.
«Dobbiamo anzitutto pensare a razionalizzare e a rendere più efficienti impianti, condotte, e soprattutto depuratori», aggiunge Verrocchio, «per l'attuale stagione estiva e per le prossime, perché siamo un territorio che deve vivere di turismo. Dobbiamo anche pensare ad una più adeguata organizzazione dei dipendenti, che li tuteli da una parte e che li renda più funzionali nei ruoli dall'altra. Sono cosciente che stiamo parlando di obiettivi importanti e che nessuno ha la bacchetta magica, ma si devono gettare al più presto le basi per un radicale cambio di passo nel Ruzzo, dove la scelta trasparente degli amministratori deve esser considerata solo il primo passo».