LA QUERELLE

Abruzzo/ Fusione Consorzi, Castaldi sfida Castiglione: «vado alla Corte dei Conti»

«Troppi dubbi e questioni non chiariti»

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Alfredo Castiglione

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ABRUZZO. «L’assessore Castiglione si metta l’anima in pace: la “fusione” dei Consorzi non mi convince».
Va all’attacco il senatore vastese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Castaldi, che annuncia che chiederà l’intervento della Corte dei Conti.
«Nei prossimi giorni», spiega, «provvederò a notificare al presidente della Sezione regionale di controllo ed al Procuratore Regionale della Corte dei Conti, un esposto per chiedere la attivazione di una azione di controllo per la verifica di comportamenti ed azioni difformi, da parte della Regione Abruzzo, a corretti criteri di gestione, alla corretta e chiara normazione, ed alla sana gestione economica e finanziaria nella azione di riordino dei Consorzi Industriali Regione Abruzzo e loro fusione nell’Arap».
Secondo Castaldi ci sarebbero «non secondari problemi irrisolti»: « non vi è certezza circa il profilo di qualificazione della procedura di fusione, e cioè se pubblicistica o civilistica e para societaria del procedimento stesso di fusione», spiega il senatore. «Permangono, nella legge regionale istitutiva, un elevato numero di problemi interpretativi, non esiste una ragionevole chiarezza su quali dovrebbero essere i soci, e cioè se alla fine tali soci possano o debbano essere considerati gli stessi attuali soggetti originariamente consorziati; ed in che modo i soci dei Consorzi soppressi per legge, a loro volta succedono nei rapporti giuridici».


L’esponente del Movimento 5 Stelle fa notare che «irrisolte e non codificate», appaiono anche «tutte le questioni legate alla valutazione del patrimonio dei Consorzi, del metodo di valutazione, delle modalità di contabilizzazione dei contributi in conto capitale erogati dalla Regione Abruzzo, della definizione della quota di partecipazione della Regione Abruzzo, del valore riferito al rapporto di cambio, tipico di una fusione e della sua congruità».
«Gli stessi Commissari regionali designati per il riordino dei Consorzi», protesta ancora Castaldi, «sono stati affiancati, con notevole dispendio di risorse pubbliche, da professionisti (uno per ogni Consorzio) con il compito di erogare loro servizi di assistenza commerciale, legale e tecnica alla redazione ed attuazione del progetto di fusione. In qualche caso sono state ricontrattualizzate persone non più in servizio per funzioni di supporto che sono, appunto, ricoperte da soggetti già contrattualizzati e pagati: insomma un supporto al supporto».