LE REAZIONI

Pd:«D’Alfonso: assolto da tutto. La magistratura ha sovvertito la democrazia»

Partito scatenato contro i giudici e gli avversari politici

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Pd:«D’Alfonso: assolto da tutto. La magistratura ha sovvertito la democrazia»

Enzo Del Vecchio



PESCARA. I toni politici (conseguenti ad avvenimenti giudiziari) si alzano. La campagna elettorale è alle porte, per molti sono questi i momenti decisivi per una candidatura che possa essere la più blindata di tutte.
Oggi l’ennesima notizia di assoluzione in secondo grado per d’Alfonso ha scatenato il Pd a commenti ben più penetranti del solito (che pure non erano stati teneri contro la magistratura specie nelle prime ore).
Ed oggi a fronte di assoluzioni (ancora non definitive) viene servita su un piatto d’argento l’argomentazione più forte: «la magistratura orientata dai nemici politici ha di fatto sovvertito l’ordine democratico scaturito dalle elezioni».
«Un calvario personale di D’Alfonso ma anche di quella compagine politica che insieme a lui aveva cercato di dare un nuovo volto alla Città di Pescara addormentata da amministrazioni di centrodestra come quella di oggi», dice oggi Enzo Del Vecchio, «dopo che i cittadini avevano scelto nel 2003 di cambiare pagina eleggendo al secondo turno Sindaco Luciano D’Alfonso, quegli stessi cittadini avevano confermato nel 2008, con maggior vigore di prima, quel feeling dando a quello stesso Sindaco ed alla sua coalizione la fiducia di un secondo mandato amministrativo».

«Purtroppo, gli avversari politici che non erano riusciti a scalzarlo con libere e democratiche elezioni hanno tentato la carta del dileggio e della denuncia», ha aggiunto il consigliere Pd, «soprattutto in forma anonima, che hanno condotta la magistratura inquirente ad interessarsi e leggere l’operato di quella amministrazione. Una lettura preceduta da provvedimenti giudiziari che hanno disarcionato una legittima compagine politica e che hanno consegnato alla Città qualche perplessità che ha consentito all’avvocato Luigi Albore Mascia, sconfitto appena 8 mesi prima con un distacco di quasi 25 punti, di incassare una elezione a Sindaco in un clima tutt’altro che sereno».
«Al termine di quelle letture viene restituita alla Città di Pescara, a D’Alfonso, alle decine di migliaia di cittadini che lo hanno votato e rivotato e fatto vincere in ogni occasione  ed alla sua amministrazione la verità», dice Del Vecchio, «una verità che assolve senza più ombre le persone ma restituisce anche l’immagine di una amministrazione nata nell’interesse della collettività e che mai è venuta meno a quell’accordo preso con i cittadini al momento del voto. Oggi il rammarico di tutti per quello che sarebbe potuto essere Pescara e di come oggi è».

Al di là dell’entusiasmo politico però i fatti parlano di procedimenti ancora in corso, alcune inchieste sono ancora in fase preliminare mentre per le assoluzioni vi sono ancora almeno uno o due gradi di giudizio da affrontare. L’assoluzione per l’inchiesta più importante, Housework, è infatti appena approdata alla Corte d’Appello de L’Aquila che dovrà esaminare la sentenza emessa dal collegio presieduto da Antonella Di Carlo che ha assolto tutti i 22 imputati.
Eppure proprio quelle sentenze che certificano per ora la mancanza di violazioni di leggi penali stabiliscono fatti e verità storiche delle quali bisognerà tener conto.