POLITICA E CEMENTO

Udc:«a Chieti premio di cubatura si, ma alle costruzioni in bio-edilizia»

Il Comune recepisce la legge regionale, ma pone vincoli ambientali

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Udc:«a Chieti premio di cubatura si, ma alle costruzioni in bio-edilizia»

Giardinelli




CHIETI. «Premio di cubatura sì, ma a patto che la costruzione sia realizzata con i criteri della bio-edilizia, con fonti di energia rinnovabili e con certificazione. In questo senso vanno gli emendamenti che l’Udc ha fatto inserire nel provvedimento del Comune di Chieti che recepisce la legge regionale sulla riqualificazione degli edifici».
Alessandro Giardinelli, capogruppo Udc, spiega così il risultato delle due ultime Commissioni urbanistiche comunali, dove si è discusso del recepimento della Legge Regionale n°49 del 2012 che ha la finalità di «..incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, la promozione della riqualificazione delle aree degradate, la riqualificazione degli edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione o da rilocalizzare e lo sviluppo delle efficienza energetica e delle fonti rinnovabili».
 La legge verrà portata all’approvazione nel Consiglio comunale di domani e prevede  premialità fino al 50% del volume. Riguarda in particolare sia edifici residenziali che non residenziali dismessi e queste premialità hanno l’obiettivo di una riqualificazione urbana attraverso interventi di ristrutturazione, ampliamento, demolizione e ricostruzione che a Chieti dovrebbero rispettare questi nuovi princìpi.
«In Commissione – spiega Giardinelli - il nostro intervento è stato rivolto a due aspetti in particolare: il primo è indirizzato a fare in modo che gli incrementi volumetrici siano destinati a coloro che fanno costruzioni di qualità. Per questo riteniamo che il solo requisito della qualificazione energetica in classe A non sia sufficiente a garantire la qualità dell’edificato,  ma sia necessario costruire in bioedilizia e/o bioarchitettura con fonti di energia rinnovabile. Inoltre tale tipo di costruzione dovrà avere  una certificazione riconosciuta. Il secondo aspetto riguarda la necessità di consentire lo spostamento della cubatura in altro sito, purché quest’ultimo non presenti vincoli di inedificabilità (attualmente la legge non prevede la ricostruzione altrove). Tale norma infatti potrebbe costituire un ottimo volano  per la riqualificazione  urbana e soprattutto anche delle aree degradate».
s. c.