SOCIETA' PARTECIPATE

Abruzzo/Team, Brucchi rassicura: «la società è sana e va tutto bene»

Sindacati chiedono tavolo tecnico, consiglieri comunali l’intervento della Commissione Vigilanza

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Il sindaco Brucchi

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TERAMO. Il sindaco Maurizio Brucchi chiede di non strumentalizzare politicamente la situazione.
E sempre il primo cittadino assicura che la Teramo Ambiente, società partecipata che si occupa di rifiuti, «è una società sana, che dà lavoro a tante famiglie teramane» e che in un momento di particolari difficoltà economica, «è stata ampiamente supportata dal Comune di Teramo».
Ieri, anche dopo i chiarimenti ottenuti sugli aiuti previsti dal Governo per il 2012, il Comune ha rimesso alla Team un piano di rientro che definisce tutti gli aspetti economici relativi ai debiti.

«La TeAm, al pari del Ruzzo», insiste Brucchi, «non ha bisogno di strumentalizzazioni. Le capacità operative dell’azienda sono note ed ampiamente apprezzate, tanto che essa sarà protagonista della raccolta dei rifiuti in una città importante quale Giulianova».

Il sindaco conferma il suo impegno nella salvaguardia di un patrimonio e garantisce la ferma volontà di tutelare l’occupazione e di evitare che attorno «ad essa si sviluppino dinamiche di contrapposizione anche politica che hanno il solo esito di indebolirne la natura e la capacità. Così come ho fatto fin dal primo giorno che mi sono insediato, ho lavorato per il bene della Team e nell'interesse pubblico. Non permetto a nessuno, ripeto a nessuno, di fare facili illazioni o polemiche strumentali».
Ma intanto Cgil, Cisl, Uil e Fiadel nei giorni scorsi hanno affrontato, sia con Brucchi che con la società, il problema relativo ai debiti del Comune nei confronti della municipalizzata, che rischierebbero di paralizzare l' attività della società.
«Ad oggi», spiegano i sindacalisti Amedeo Marcattili, Fabio Benintenti, Riccardo Di Giacomo e Massimo Di Carlo, «abbiamo dovuto constatare che ciascuno dei protagonisti di questa vicenda si è preoccupato di procedere in ricostruzioni contabili di fatto prive di qualsiasi tipo di riscontro cartaceo. Sul fronte dell'amministrazione comunale, stiamo ancora attendendo la convocazione da parte del Sindaco di un incontro a tre, sul fronte societario stiamo invece aspettando risposte su una serie di rivendicazioni avanzate da tempo e che riguardano la trasformazione di contratti part time in tempo pieno (ampiamente giustificate da un uso elevato di straordinari), la sistemazione della posizione contrattuale degli addetti al verde pubblico e di altre figure impiegatizie alle quali si continua ad applicare un ccnl non corrispondente a quello aziendale.
Non solo le risposte auspicate non arrivano, ma non si riesce ad avere nemmeno l' informativa prevista dal contratto che consentirebbe di fare emergere un quadro chiaro della situazione aziendale, in particolare sulla dinamica dei costi produttivi e del costo del lavoro, sul piano delle assunzioni ed i relativi criteri, sull' andamento economico e produttivo dell' impresa».

I sindacati annunciano che non c’è «alcuna disponibilità» a tollerare oltre la situazione ma si chiede l' apertura di un tavolo istituzionale «in cui si possa fare definitivamente chiarezza su un' azienda così' importante per l' intera collettività teramana e qualora ciò' non dovesse accadere attiveremo tutte le forme di protesta possibili».

Dubbi e perplessità arrivano anche da Valdo Di Bonaventura e Paolo Albi del gruppo consiliare ‘Città di virtù che invocano l’intervento della Commissione di vigilanza: «sono ormai anni che poniamo ripetutamente, e sino alla noia, il grave problema della Team nonchè delle pesanti illegittimità e dei grossolani errori compiuti sulla vicenda dall'Amministrazione Comunale. Ora sembra che il bubbone stia per scoppiare. Illegittimità amministrative di vario tipo, dalla non verifica dei requisiti del socio, alla illegittima proroga prima addirittura tentata per 11 anni e solo grazie alla nostra ferma opposizione poi ridotta a cinque anni, alla mancanza a tutt'oggi di una convenzione, all'insabbiamento per un lungo periodo della questione della certificazione antimafia. Concessione, di assai dubbia legittimità e di non chiarissima motivazione, di ulteriori servizi che hanno distratto la Società dal compito principe della pulizia della Città. Il Sindaco Brucchi, di fronte ai nostri ripetuti richiami su tutte queste vicende, ha sempre detto, sino a ieri, che “tutto va bene,madama la marchesa” e ci ha accusati di volere il male della Team».