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Montesilvano, dimissioni D’Ortenzio. Di Stefano: «sindaco la fermi»

Movimento 5 stelle: «vicina privatizzazione dei servizi ai cittadini»

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Montesilvano, dimissioni D’Ortenzio. Di Stefano: «sindaco la fermi»

Di Stefano




MONTESILVANO. Martedì scorso la presidente del Cda dell’Azienda speciale per i Servizi sociali, Giovina D’Ortenzio, si è dimessa.
Il consigliere Gabriele Di Stefano aveva chiesto al sindaco e al Consiglio comunale di respingere le dimissioni e dimostrate «che l’addio anticipato non è una forzatura politica ma volontà esclusiva di D’Ortenzio».
«Nelle ultime settimane», aveva spiegato la presidente che lascia a meno di un anno dalla sua nomina, «il percorso è diventato davvero duro, si è creato un clima ostile e di diffidenza nei confronti del nostro operato, per questo, a nome del Cda non voglio più sostenere questa situazione. Ho portato avanti, con i lavoratori dell'azienda, bei progetti e spero che chi verrà dopo proseguirà questo percorso con onestà».
Di Stefano durante il Consiglio Comunale ha provato a far passare un ordine del giorno che permettesse il reintegro della D'Ortenzio. «Un consigliere della minoranza», racconta Di Stefano, «ha ribattuto che potevo proporre la stessa istanza solo attraverso una mozione per la quale necessitavo di tre firme. Per le firme non ho trovato l'appoggio della maggioranza ma sono riuscito a raccogliere le firme dei consiglieri di minoranza Cilli, De Martinis e De Vincentiis. Preparata la mozione, gran parte dei consiglieri di maggioranza ha abbandonato l'aula per far cadere il numero legale. Sono rimasti in aula i consiglieri De Nicola, Vaccaro, Petricca, De Landerset, Cilli, De Martinis, De Vincentis, Maragno e il sottoscritto. E' stata una scena vergognosa. Spero che il mio appello sia comunque accolto dal Sindaco e che questi respinga le dimissioni della D'Ortenzio».


Intanto il Movimento 5 Stelle (che non è più in Consiglio comunale) protesta per il fatto che l’amministrazione comunale ha deciso di esternalizzare moltissimi servizi, «due su tutti», annuncia Manuel Anelli, «scuolabus e cimitero». E spiega: «la privatizzazione nasce da un motivo: non ci sono più i soldi in cassa. E come è possibile se proprio ieri l'Assessore al Bilancio Fidanza è uscito sui giornali dicendo che abbiamo un avanzo di 5.000.000€ di cui utilizzabili solo 600.000€ circa? Bene, il motivo è che nonostante il disavanzo abbiamo un buco nel bilancio che supera i 4.000.000€».
Anelli chiede all’assessore Fidanza di dare informazioni complete al cittadino «e parlare anche del buco che abbiamo in comune, che sicuramente graverà sul cittadino con aumenti delle tasse. Esternalizzeranno gli scuolabus dandoli ad un privato, toglieranno gli assistenti a bordo lasciandoli solo ai ragazzi piccoli, le rette aumenteranno (di parla del 25% almeno). Quello che stiamo facendo non è la politica del terrore, ma chiara informazione che non fanno i rappresentanti di Montesilvano eletti in Consiglio Comunale. Nessuno vi dice queste cose, vi metteranno di fronte al fatto compiuto».