LA VOTAZIONE

Ineleggibilità Berlusconi, anche Pezzopane vuole ‘far fuori’ il Cavaliere

Nei prossimi giorni potrebbe partire la discussione

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Stefania Pezzopane

Stefania Pezzopane

 

Ineleggibilità Berlusconi, anche Pezzopane vuole ‘far fuori’ il Cavaliere
Nei prossimi giorni potrebbe partire la discussione in Commissione
Ineleggibilità berlusconi, stefania pezzopane, movimento 5 stelle, nitto palma, giacomo caliendo
ROMA.  E' stata rinviata la Giunta delle elezioni e delle immunità, che doveva riunirsi ieri alle 14 per l'elezione del presidente.
Ed è slittata alla prossima settimana anche la riunione in Senato chiamata a eleggere l'ufficio di presidenza ma che avrebbe potuto toccare un argomento scottante quanto atteso dai ‘rivali’ del Cavaliere. Il Movimento 5 Stelle era infatti intenzionato a sottoporre alla Giunta la questione dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi (leggi le motivazioni http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/538118/Una-campagna-per-cacciare-Silvio-Berlusconi.html ).
Francesco Nitto Palma, presidente della commissione Giustizia del Senato, si è detto favorevole al rinvio. Spera che l’attesa porti consiglio e sostiene che nel caso di dichiarazione di ineleggibilità di Berlusconi da parte della giunta l'esperienza del governo delle ‘grandi intese’ potrebbe considerarsi finita.
Una convinzione confermata anche dal senatore Giacomo Caliendo (Pdl), componente della giunta. «Questo non è un governo di scopo, o di programma. Questo è un governo politico e quindi io con il Pd devo andare d'accordo. E se in giunta delle elezioni viene posto il tema dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi è evidente che il governo finisce all'istante».
LA PARTITA DEL PD
La giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è composta 23 senatori: 8 sono del Partito Democratico, 6 del Popolo delle Libertà, 4 del Movimento Cinque Stelle e uno a testa di Scelta Civica, Gruppo per le Autonomie, Sinistra Ecologia e Libertà, Suedtiroler Volkspartei e Lega Nord. 
I voti di Pdl, Lega a Scelta Civica non andranno certamente ad intaccare la posizione dell’ex premier. Dunque la partita è tutta interna al Partito Democratico. 
Tra i favorevoli alla ineleggibilità del Cavaliere c’è sicuramente Stefania Pezzopane, senatrice abruzzese del Pd e componente della commissione.
La sua poca stima nei confronti del premier è nota. Solo qualche settimana fa l’ultimo affondo dell’ex presidente della Provincia contro il leader del Pdl. Ospite della trasmissione ‘Un giorno da Pecora’ http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/538315/Abruzzo-Pezzopane-show-a--Un.html  disse «l’ho incontrato una quindicina di volte quando veniva a L’Aquila. Non lo vorrei più in politica, questo è un mio agognato desiderio da tanti anni, ma non ci siamo riusciti. Ma se si dovesse votare per l’arresto di Berlusconi io voto decisamente sì».
Qualche giorno prima su Facebook, in piena campagna elettorale, chiese  un confronto pubblico con lui e lo definì http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/536899/Abruzzo--Pezzopane-sfida-Berlusconi-.html «Cinico strumentalizzatore del terremoto, causa principale della crisi italiana. Mi piacerebbe un faccia a faccia con lui per dirgliene 4. In piazza o se ha paura della gente, in televisione». Il confronto, poi, non c’è mai stato.
Oggi sul Corriere della Sera la senatrice del Partito Democratico  non vuole anticipare il giudizio (che sinceramente sembra quasi scontato) ma dà qualche elemento: «Le tre decisioni precedenti a favore di Berlusconi si sono basate tutte su un'interpretazione restrittiva della norma sull'ineleggibilità economica. In un articolo si dice che non è eleggibile chi è titolare di concessioni pubbliche "in proprio". Si è scelto di considerare le parole "in proprio", non come proprietà, ma come "proprio nome". E visto che il nome di Berlusconi non compare, sarebbe eleggibile. Non trovo affatto convincente questa interpretazione».
ROMA.  E' stata rinviata la Giunta delle elezioni e delle immunità, che doveva riunirsi ieri alle 14 per l'elezione del presidente.

 

Ed è slittata alla prossima settimana anche la riunione in Senato chiamata a eleggere l'ufficio di presidenza ma che avrebbe potuto toccare un argomento scottante quanto atteso dai ‘rivali’ del Cavaliere. Il Movimento 5 Stelle era infatti intenzionato a sottoporre alla Giunta la questione dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi (leggi le motivazioni). Francesco Nitto Palma, presidente della commissione Giustizia del Senato, si è detto favorevole al rinvio. Spera che l’attesa porti consiglio e sostiene che nel caso di dichiarazione di ineleggibilità di Berlusconi da parte della giunta l'esperienza del governo delle ‘grandi intese’ potrebbe considerarsi finita. Una convinzione confermata anche dal senatore Giacomo Caliendo (Pdl), componente della giunta. «Questo non è un governo di scopo, o di programma. Questo è un governo politico e quindi io con il Pd devo andare d'accordo. E se in giunta delle elezioni viene posto il tema dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi è evidente che il governo finisce all'istante».

LA PARTITA DEL PD

La giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è composta 23 senatori: 8 sono del Partito Democratico, 6 del Popolo delle Libertà, 4 del Movimento Cinque Stelle e uno a testa di Scelta Civica, Gruppo per le Autonomie, Sinistra Ecologia e Libertà, Suedtiroler Volkspartei e Lega Nord. I voti di Pdl, Lega a Scelta Civica non andranno certamente ad intaccare la posizione dell’ex premier. 

Dunque la partita è tutta interna al Partito Democratico. Tra i favorevoli alla ineleggibilità del Cavaliere c’è sicuramente Stefania Pezzopane, senatrice abruzzese del Pd e componente della commissione.La sua poca stima nei confronti del premier è nota. Solo qualche settimana fa l’ultimo affondo dell’ex presidente della Provincia contro il leader del Pdl. 

Ospite della trasmissione ‘Un giorno da Pecora’ disse «l’ho incontrato una quindicina di volte quando veniva a L’Aquila. Non lo vorrei più in politica, questo è un mio agognato desiderio da tanti anni, ma non ci siamo riusciti. Ma se si dovesse votare per l’arresto di Berlusconi io voto decisamente sì».Qualche giorno prima su Facebook, in piena campagna elettorale, chiese  un confronto pubblico con lui e lo definì «Cinico strumentalizzatore del terremoto, causa principale della crisi italiana. Mi piacerebbe un faccia a faccia con lui per dirgliene 4. In piazza o se ha paura della gente, in televisione». Il confronto, poi, non c’è mai stato. 

Oggi sul Corriere della Sera la senatrice del Partito Democratico  non vuole anticipare il giudizio (che sinceramente sembra quasi scontato) ma dà qualche elemento: «Le tre decisioni precedenti a favore di Berlusconi si sono basate tutte su un'interpretazione restrittiva della norma sull'ineleggibilità economica. In un articolo si dice che non è eleggibile chi è titolare di concessioni pubbliche "in proprio". Si è scelto di considerare le parole "in proprio", non come proprietà, ma come "proprio nome". E visto che il nome di Berlusconi non compare, sarebbe eleggibile. Non trovo affatto convincente questa interpretazione».